Il Tirreno

Livorno

Per Giuseppe La Salvia è calato l’ultimo sipario

Per Giuseppe La Salvia è calato l’ultimo sipario

È morto a 69 anni uno dei registi di teatro amatoriale più noti della città Ex dipendente di banca aveva cominciato a calcare il palcoscenico dal 1962

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LIVORNO. È calato l’ultimo sipario su uno dei personaggi più noti dell’ambiente teatrale della città. All’età di 69 anni se n’è andato Giuseppe La Salvia, attore, ma soprattutto regista amatoriale molto conosciuto, direttore artistico per anni della compagnia Piccolo teatro Città di Livorno. È morto all’ospedale dov’era ricoverato per un problema renale durante l’altra notte. La camera mortuaria è allestita nella stessa struttura di viale Alefieri. Oggi alle 15 il corteo funebre si muoverà per raggiungere il cimitero della Misericordia, dove alle 15,30 sono in programma i funerali.

Giuseppe La Salvia era nato nel 1944 in Sicilia, terra alla quale era sempre rimasto legato. Suo padre era giunto a Livorno per motivi di lavoro negli anni Sessanta e Giuseppe La Salvia aveva seguito la famiglia. Dopo gli studi era entrato a lavorare in banca, ma nel 1962 aveva cominciato a coltivare la sua grande passione: l’arte. In quell’anno, infatti, era entrato alla scuola del Piccolo teatro Città di Livorno al centro artistico Il Grattacielo di via del Platano. Sua compagna di corso era, tra gli altri, Simonetta Del Cittadino, mentre l’insegnante di recitazione era padre Valentino Davanzati, che oggi ha 92 anni e che è stato avvisato della scomparsa di La Salvia. «Davanzati era distrutto dopo aver saputo la notizia della morte di Giuseppe - racconta Simonetta Del Cittadino - Era un uomo buono, con una smisurata passione per il teatro e per l’arte in genere. Forse era più bravo come regista che come attore. Ma è stato una figura di riferimento per il mondo del teatro livornese».

La Salvia era stato sposato con Laura Cini, consigliera comunale nella passata legislatura ed ex presidente della commissione cultura. La coppia aveva avuto una figlia, mentre Giuseppe, negli ultimi dieci anni, ha avuto alcuni gravi problemi di salute dai quali, però, si era ripreso. altre complicazioni, poi, lo hanno costretto a frequenti ricoveri, fino alla sua scomparsa.

Grande amante della fotografia, aveva un archivio infinito degli attori che avevano preso parte ai suoi spettacoli. La Salvia portava in scena spesso autori del Novecento come Dario Fo, Bertold Brecht, ma anche Fabrizio De Andrè. Un suo spettacolo, infatti, era in programma al Cral Eni per Spazio Teatro nel prossimo mese di marzo. Si tratta di “Io se fossi Dio”, proprio del cantautore genovese, che in cartellone veniva indicato come «ideato e diretto da Giuseppe La Salvia». Due serate, il 22 e 23 marzo che, ovviamente, sono state annullate. Ma la sua memoria sarà comunque ricordata dall’ambiente teatrale livornese con una iniziativa che è in corso di definizione.

«Appena finita la scuola di recitazione nel 1998 - ricorda Marco Massei - mi ha chiamato subito a lavorare con lui. E come ha fatto con me, Giuseppe ha diretto moltissimi ragazzi livornesi appassionati di recitazione. È stato una figura di riferimento per la nostra città per quanto riguarda il teatro e la ricerca artistica. Mancherà a molti di noi».

Andreas Quirici

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