Gioco
«La politica non scada nel personale»
Lippi: «C’è chi non versa? Ne parleremo in direzione»
LIVORNO. «Se lo scontro politico scende sul personale vuol dire che c’è qualcosa che non va». Non è affatto piaciuta al segretario della Federazione livornese del Pd, Samuele Lippi, la polemica sollevata nel pieno della campagna elettorale intorno ai soldi che gli amministratori locali versano, o dovrebbero versare, al partito (tra il 4 e il 12 per cento delle indennità lorde, dipende dai casi). Polemica che è suonata come un regolamento di conti tutto interno.
Tra le stanze del Pd si dice che a sollevare il caso sia stato proprio il sindaco Alessandro Cosimi, che ad alcuni dei suoi avrebbe anche rivelato la volontà di portare la questione all’attenzione delle prossime assemblee del partito. Mossa che ha scatenato parecchi mal di pancia, visto che è arrivata all’indomani della presentazione della lista renziana alle primarie, con l’assessore colligiano Riccardo Demi che si è lasciato scappare la frase: «Bacci è nella lista perché sostiene Renzi da sempre, Cosimi no». Proprio i coligiani sarebbero tra gli amministratori non ancora in regola con quei versamenti.
Così, per calmare gli spiriti bollenti, interviene il segretario: «È vero, ci sono amministratori non ancora in regola, ma c’è una difficoltà generalizzata, non solo a Livorno: abbiamo preso contatti per rientrare nelle regole». Detto questo, «quando la politica scende sul personale, qualcosa non funziona. Ho parlato con i diretti interessati, sarà mia cura discutere dei versamenti al partito nella prima direzione utile. Ma questo non è certo un tema politico: sarebbe inopportuno e inutile, soprattutto ora, discuterne in assemblea. Nessuno, per quanto mi è stato riferito, chiederà di farlo».
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