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Livorno

«Tanta voglia di cambiare verso anche a Livorno vincerà Renzi»

«Tanta voglia di cambiare verso anche a Livorno vincerà Renzi»

I rottamatori presentano la lista. Demi: «Finalmente candidati alternativi all’establishment locale» In cima Bacci. «È sostenitore da sempre, Cosimi no». Seconda la piombinese Pietrelli. Terzo Rosini

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LIVORNO. «I segnali sono già arrivati dall’interno del partito e fuori sono anche più forti: questa volta a Livorno vincerà Renzi. E se, come pensiamo, si affermerà sia in città che in provincia, sarà un risultato da urlo». A dirlo è Lorenzo Bacci (32 anni), sindaco di Collesalvetti e capolista dei renziani livornesi alle primarie dell’8 dicembre.

Il fronte dei rottamatori ci crede. Vuole espugnare la livorno bersaniana guidata dai segretari cuperliani. E presenta gli otto candidati all’assemblea nazionale del partito: otto nomi che fra pochi giorni saranno nella scheda associata a Renzi. Curiosità: la presentazione è stata in uno dei circoli storici del partito, quello dell’economia marittima, di fronte al palazzo del Portuale, dove è iscritto il segretario cuperliano De Filicaia...

Ecco i candidati: Lorenzo Bacci (Colle), Martina Pietrelli (36 anni, Piombino, lavora all’Ufficio casa di San Vincenzo), Michele Rosini (24 anni, livornese, studia Scienze politiche), Laura Romboli (59 anni, funzionaria del Comune di Livorno, settore scuola), Luigi Valori (38 anni, operatore turistico, leader di “Cecina Adesso”), Gaia Vivaldi (37 anni, anima dei comitati di Rosignano, gestisce uno studio di architettura), Paolo Andreoli (57 anni, funzionario di banca, Elba), Serena Biserni (36 anni, livornese, funzionaria del settore bancario).

«Finalmente – dice Riccardo Demi, assessore colligiano e rappresentante provinciale dei renziani – dopo dieci anni proponiamo candidati alternativi all’establishment locale. Sono soddisfatto perché questa lista segna una discontinuità profonda rispetto a come vogliamo rappresentare il nostro partito a Roma e, in futuro, sul territorio. Proponiamo una squadra operativa fatta di persone attive nella società, impegnate in settori diversi, con un sindaco che dall’inizio si è speso per portare le idee di Renzi sul territorio».

Prima di ufficializzare la lista ci sono state parecchie polemiche, con tanto di rinvio della presentazione da domenica a giovedì, prima a mezzogiorno e poi alle 20. Alla fine nell’elenco non sono stati inseriti né l’ex segretario della Margherita, Davide Cecio, né l’ex parlamentare Marida Bolognesi. Fuori anche il sindaco Alessandro Cosimi. Premiati i renziani della prima ora.

La Bolognesi ieri ha preso parte alla presentazione, forse anche per placare le polemiche mosse da alcuni dei suoi, visto il contributo dato all’ultimo congresso dei circoli (i renziani hanno preso 500 voti tra i 1300 iscritti andati a votare). In sala anche gli ex candidati alle segreterie, Quintavalle e Silvestri, il consigliere comunale Del Corona, giovani come Ciampini e Scognamillo.

Alle polemiche sulla composizione delle liste e sul ruolo dei vertici fiorentini e romani Demi risponde che «abbiamo cercato di cambiare verso» e che «certo, i criteri nazionali hanno avuto un peso: nessun parlamentare, ad esempio, è stato inserito nella lista». Ma perché c’è il sindaco di Colle e non quello di Livorno? «Bacci sostiene Renzi da sempre – risponde Demi – Cosimi no».

Quanto a Cecio «non mi risulta che dovesse essere terzo» e «forse i cuperliani hanno fatto prima a comporre le liste perché qualcuno aveva già deciso che i due segretari (De Filicaia di Livorno e Fabiani di Piombino, ndr) dovessero stare in cima». «Volevamo dare un segnale politico – chiude – e ci siamo riusciti».

Va detto che al capoluogo sono stati riservati solo il terzo e il quarto posto, che non garantiscono l’accesso all’assemblea nazionale. Rosini, primo candidato livornese, scherza con che gli ha dato del “semisconosciuto”: «Si vede che non essendo di alta statura mi si confonde con le sedie. Con Ciampini e altri ho scritto un documento che parla di politica: forse questo ha contato in sede regionale». «Bacci è trasversale ai territori – controbatte invece Demi – così come Martina...». Lo stesso Bacci ricorda di quando con Pietrelli condivise i primi difficili passi della campagna per Renzi contro Bersani: «Quando c’è condivisione di intenti non conta la provenienza. Chiediamoci, semmai, se quella raccolta firme partita a Piombino per staccarsi da Livorno non sia responsabilità anche del partito...». Lo ripete Pietrelli, della quale si parla come candidato a sindaco di Piombino: «Mi è stato chiesto, sono a disposizione, ma non mettiamo il carro davanti ai buoi, vedremo dopo l’8 dicembre». (j.g.)

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di Redazione web