Gioco
Un panettone per aiutare la lotta contro le leucemie
LIVORNO. «Aiutateci a portare avanti la nostra battaglia contro le leucemie, i linfomi e le altre patologie del sangue perché Admo rischia di finire in mano a gruppi stranieri». Con questo appello...
LIVORNO. «Aiutateci a portare avanti la nostra battaglia contro le leucemie, i linfomi e le altre patologie del sangue perché Admo rischia di finire in mano a gruppi stranieri». Con questo appello Fabio Beccheri, presidente provinciale Admo (Associazione donatori midollo osseo), si rivolge ai livornesi perché si impegnino a «sostenere l’associazione in tutti i campi: come volontari nelle nostre attività, come donatori di midollo osseo e come finanziatori. La situazione – dice - in cui vertono le associazioni come la nostra non è delle migliori e sempre più si fanno avanti gruppi esteri, che possiedono maggiori risorse economiche e che intendono entrare togliendo occupazione e attuando un diverso modo di gestione».
L’Admo invita tutti i cittadini a recarsi, domani e l’1 dicembre in piazza Cavour (dalle 9 alle 19) e il primo dicembre anche al Santuario di Montenero (dalle 9 alle 13) per partecipare all’iniziativa “Un panettone per la vita”.
«Con un’offerta libera – dice Beccheri – i livornesi potranno acquistare un pandoro o un panettone e sostenere così la nostra associazione. Insieme ai nostri volontari ci saranno anche alcuni medici che forniranno tutte le informazioni a chi desidera diventare donatore di midollo osseo».
Intanto, Admo ha ricevuto il sostegno del Lions Club Host Livorno: il presidente Gino Baldi ha, infatti, consegnato un assegno di mille euro in favore dell’associazione. «Admo fa un grande lavoro – spiega Baldi – che non sempre viene riconosciuto. Il Lions si rivolge ai più bisognosi cercando di trasmettere un segnale di speranza per questo ha scelto Admo». La provincia di Livorno, con 4mila iscritti al registro dei donatori di midollo osseo, è al terzo posto dopo Firenze e Pisa.
Per diventare donatori basta essere in buona salute, avere un peso corporeo superiore ai 50 chili e un’età compresa tra i 18 e i 55 anni. La donazione avviene in due modi: il sangue prelevato entra in una centrifuga dove la componente cellulare che interessa viene isolata e poi raccolta in una sacca apposita, mentre il resto del sangue viene reinfuso dal braccio opposto. La procedura dura 3-4 ore e alla conclusione si avverte solo un po’ di stanchezza fisica. Il secondo modo avviene in anestesia, aspirando dalle ossa del bacino una quantità di midollo osseo variabile. Alla fine del trattamento c’è un lieve indolenzimento che dura un giorno.
«Nel 70% dei casi si riesce sempre a trovare un donatore compatibile – dice Beccheri – ma solo in piccola parte si tratta di un familiare, nella maggioranza dei casi è un estraneo, per questo è importante iscriversi al registro».
Per maggiori informazioni: l’Admo si trova presso l’ospedale, contattare il numero 3356536603 Fabio.
Valeria Cappelletti
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