Il Tirreno

Livorno

«Le ceneri di Andrea nel mare spagnolo»

di Federico Lazzotti

I funerali del videomaker giramondo oggi nella capitale catalana. Gli amici: schivo ma voleva vedere le cose da vicino

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LIVORNO. Il segreto di Andrea Spalletti Panzieri, fotografo e videomaker giramondo scomparso a Barcellona ad appena 36 anni, sta nel paradosso di non poterlo descrivere - nonostante l’impegno - attraverso le sue immagini, ma solo con le immagini che nella sua carriera ha deciso di girare, scattare, montare.

Il palco, la ribalta e il mondo voleva raccontarli, non salirci sopra. Sempre da vicino, molto vicino, ma mai con lui dentro, tanto meno al centro. «Era iper-riservato, qualsiasi forma di pubblicità lo infastidiva. Se oggi fosse qui e sapesse che qualcuno dei suoi amici ha provato a descriverlo quasi si arrabbierebbe», ripete un caro amico.

Allora per raccontare le sue idee è meglio usare una delle ultime fotografie che ha scattato e caricato sulla sua pagina del portale vimeo.com, una sorta di festival permanente delle arti visive.

A prima vista quell’immagine dallo sfondo blu potrebbe sembrare un racconto notturno, la base di un tronco in mezzo ad un paesaggio lunare. Invece c’è chi giura che si tratti di un primo piano di un animale, forse l’occhio di una tartaruga. Ma per capirlo è necessario fare un passo avanti, andare verso il protagonista della storia, metterlo a fuoco. E questo comandamento: «Se la foto non è buona vuole dire che non eri abbastanza vicino», pare che Andrea lo seguisse in maniera ossessiva. «Voleva sempre andare a vedere le cose da vicino», racconta un amico.

Ecco perché la smania della conoscenza attraverso le immagini lo aveva portato a visitare mezzo mondo, fino a decidere di fare il documentarista. La lista dei paesi nei quali ha fatto tappa è lunghissima: dal Sud Africa alla Bosnia dopo la guerra, dalla Cambogia dov’è tornato portando con sé il circo cambogiano, all’Iraq fino alla strage di musulmani in Birmania.

Spesso però tornava a Livorno dalla madre e della nonna, oppure in Svizzera dal padre, Augusto Spalletti Panzieri, che è anche presidente del centro artistico “Il Grattacielo”. Uno degli ultimi lavori dell’artista, non a caso, è stato all’interno della scuola di via del Platano con il progetto Brockenhaus dove ha montato lo spettacolo teatrale “Bruno”.

Non solo l’arte ma anche la vela tra le passioni di Andrea che da piccolo se lo ricordano in molti al circolo di Antignano. Poi c’erano gli ex compagni del liceo classico Niccolini Palli dove si era diplomato nel 1995 che quando tornava a Livorno non perdeva occasione di salutare.

«Era un tipo un po’ particolare - racconta Giovanni - aveva questa insofferenza che lo ha portato a girare il mondo, a spostarsi da un punto all’altro».

Negli ultimi tempi, però si era fermato a Barcellona, dove viveva da alcuni anni. «Da quando aveva questa nuova compagna si era un po’ tranquillizzato», aggiunge un altro degli amici che lo aveva visto in città a settembre e lo aspettava per dicembre, quando sarebbe tornato per le vacanze di Natale.

L’altro ieri quando se n’è andato era proprio con la sua ragazza. «Hanno cenato al ristorante - racconta un’amica di famiglia - poi sono tornati a casa e lui ha iniziato ad avere dolori allo stomaco. Poco dopo è morto senza che nessuno potesse salvarlo. L’unica cosa che posso dire - conclude - è che se n’è andato un ragazzo speciale, serio e competente nel suo lavoro».

La famiglia di Andrea è partita ieri per la capitale catalana dove era prevista anche l’autopsia sul corpo del giovane per capire che cosa abbia provocato la morte.

«I funerali - fanno sapere i parenti - si svolgeranno in forma privata a Barcellona. Dopodiché le ceneri di Andrea saranno disperse in mare, sempre in Spagna».

@fedelazzotti

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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