Il Tirreno

Livorno

La passeggiata in mezzo al mare

L’idea di una passerella dalla Terrazza Mascagni fino alla Diga della Vegliaia

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LIVORNO. Quando vengono proiettate le immagini del progetto, fa davvero effetto vedere la Bellana presentata in quel modo. Sembra quasi un sogno, e in effetti, come dicono gli stessi addetti ai lavori, «è un progetto che spinge a pensare in grande». E poi: «Occorre avere coraggio e osare se vogliamo davvero esplodere». Tanto entusiasmo, ma anche le discussioni non sono mancate.

IL PROGETTO

Il Consorzio nautico Livorno ha voluto così presentare al Lem, il suo tanto atteso progetto per il nuovo porticciolo della Bellana.

«Sono cinquant’anni che si sente parlare della Bellana, finalmente con il piano del porto è stato raggiunto un risultato epocale. Diciamo che è stato fatto “il primo gol”, ma noi vogliamo fare anche il secondo», afferma l’ing. Andrea Cecconi, dello Studio di Ingegneria delle Strutture, che ha curato insieme ad altri colleghi la stesura del progetto.

Diversi gli elementi presentati: il mantenimento e la valorizzazione dello Scoglio della Regina, la conservazione dell’apertura a mare degli stabilimenti balneari, la congruenza con il piano attuativo della Porta a Mare, la realizzazione di un polo di Manutenzione per la nautica da diporto.

LE LINEE GUIDA

Ma soprattutto sono due i punti su cui si incentra tutto il programma: «Il primo è lo spazio congruo per rispondere alle esigenze della nautica livornese – spiega Cecconi – perché, secondo noi, il numero giusto di posti barca è di 1250 posti, invece dei 600 previsti».

E poi ecco il secondo, che forse è l’elemento più innovativo: «Sfruttare il lungomare, e dare la possibilità per chi non ha una barca di goderselo ancora meglio». Infatti, guardando le immagini, colpisce vedere quella passerella “a giorno” fatta in acciaio e legno, che collega la Terrazza Mascagni alla punta della Vegliaia.

«In questo modo – continua l’ingegnere – il lungomare si allungherebbe di un chilometro, dando la possibilità di raggiungere il punto più esposto a mare di Livorno, da dove si vedono benissimo le Apuane e tutto il Romito».

Altra questione fondamentale che è stata affrontata è quella dei parcheggi. «Se vogliamo essere una città turistica, non possiamo ragionare come con il garage di casa» insiste Cecconi, mentre presenta il piano dei posti auto pertinenziali (175 a raso lato sud, 825 lato nord su parcheggio multipiano). Infine l’appello: «ci vuole lo stesso coraggio che hanno avuto i nostri bellissimi risiatori».

LA LAMENTELA

Il presidente del Consorzio, Piero Mantellassi, ha voluto, invece, ribadire più volte una questione: «Questo progetto non vuole rallentare assolutamente la realizzazione del piano regolatore del porto – afferma – ma su due punti non molliamo: la necessità di 1200 posti barca e la possibilità di accogliere anche barche oltre i nove metri, magari fino a dodici». Mantellassi aggiunge anche un elemento di non poco conto: «Il nostro progetto non prevede nessun finanziamento pubblico, ma una mera ripartizione delle spese tra chi ha il posto barca, facendo cooperativa, come avviene già da altre parti».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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