La protesta
Barche alla Bellana, scontro su quante e come
Gulì (Comune): bel progetto. Nocchi (Provincia): meglio meno che niente Authority: verranno fuori altre osservazioni. E l’ex vicesindaco Toncelli accusa
LIVORNO. «Se fossi un marziano, le limitazioni all’ormeggio per la nautica minore mi farebbero sorgere una domandina: tutto servirebbe solo a creare 600 posti per i più ricchi mentre come mai per la nautica sociale non si otterrebbe niente?». A dirlo è l’ing. Andrea Cecconi, progettista del punto di ormeggio da 1200 barche alla Bellana. E anche Mantellassi rincara: «Se alla Bellana ci spostiamo anche le barche di nove metri che sono sui fossi, e che intralciano il passaggio del battello dei turisti, non è meglio? Le istituzioni devono farsene carico».
Ma a innescare la polemica è l’ex vicesindaco Cristiano Toncelli, coordinatore di Progetto per Livorno: «Il progetto del Consorzio? Lo condivido in pieno. Se una cosa si vuole fare, si fa, basta avere coraggio e volontà. Poi la Regione faccia il suo, non sia avvocato del Comune». Conclude poi: «Le barche sopra una certa dimensione devono andare al Mediceo per pagare il posto ai gestori privati. Ma bisogna fare gli interessi della gente, non di altri».
L’assessore provinciale Piero Nocchi prova a spiegare le ragioni di quella limitazione: «Si parla di nautica sociale, quindi piccole barche: logico il limite dei 9 metri». E aggiunge: «Non tenterei di stravolgere quel che è stato fatto, altrimenti si rischia di non fare nulla. Il territorio ha bisogno che il piano del porto si realizzi il prima possibile». Sulla stessa lunghezza d’onda anche Sauro Sorini (Regione): «Non conviene mettersi a rivedere i vincoli che sono stati stabiliti, sono frutto di un lungo lavoro. Meglio portare a termine quanto pianificato, poi potremo allora parlare di modifiche».
L’assessore comunale all’ambiente Massimo Gulì confessa: «Questo progetto mi è piaciuto molto, sia per la sua bellezza sia per le attenzioni all’ambiente: l’intero intervento prevede l’uso di tecniche ecosostenibili: sono convinto che se manteniamo un clima di collaborazione, possiamo realizzare in parte i sogni richiesti».
La soluzione raggiunta «appare per adesso quella definitiva», afferma Umberto Campana, ingegnere capo dell’Authority: «Ricordiamoci che siamo ancora alla fase di revisione del piano, bisognerà poi presentare il progetto esecutivo, vedrete che verranno fuori altre osservazioni. Anche noi auspichiamo un aumento dei posti barca, ma al momento la strada sembra in salita».
Fiorenzo “Cino” Milani, dei Piloti, dall’alto della sua esperienza, invece, sottolinea altri due elementi presenti nel progetto del Consorzio: il taglio di una parte della Diga della Vegliaia («perché migliorerebbe l’ingresso in porto delle navi, l’utenza risparmierebbe anche sui costi dei rimorchiatori») e poi la diversificazione dei traffici nautici («decentrare le barchette da diporto nell’area della Bellana, in effetti, sarebbe motivo di sicurezza in più»).
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
