Renziani: Bacci capolista Bolognesi e Cecio dividono
Rottamatori alle prese con la lista che decide i delegati nell’assemblea nazionale Scoppia il caso intorno all’ex parlamentare e all’ex leader della Margherita
LIVORNO. In queste ore tra i renziani livornesi si sta consumando una battaglia tutta interna per comporre la lista che alle primarie dell’8 dicembre sarà presentata alla città di fianco al nome di Matteo Renzi. Il passaggio è delicato perché è a questo giro che si decidono gli otto che, tra Livorno e Piombino, entreranno nell’assemblea nazionale del partito. E visti i protagonisti in gioco (con le amministrative alle porte) la partita non passa inosservata...
La lista dovrà essere presentata entro oggi a mezzogiorno e salvo colpi di scena, i renziani sembrano avere trovato la quadra sul nome da mettere in cima: Lorenzo Bacci, sindaco di Collesalvetti, che sembra mettere d’accordo le diverse anime renziane della provincia, dagli “Adesso” di Battocchi agli ex franceschiniani di Bolognesi.
Ma è sui nomi che vengono dopo che ieri è scoppiato il patatrac: telefonate tra Livorno, Firenze e Roma, mal di pancia, sms incrociati. Con l’ipotesi Marida Bolognesi e Davide Cecio che divide i renziani.
Ieri si è sparsa la voce che l’ex parlamentare avrebbe dovuto essere seconda (in un testa a testa con Martina Pietrelli, Val di Cornia). Il suo nome è stato fatto dal fronte degli ex franceschiniani che di fatto al congresso dei circoli (dopo l’accordo con i colligiani) hanno portato in dote ai rottamatori un 36 per cento di iscritti.
L’ex segretario della Margherita, invece, avrebbe dovuto essere terzo o quarto. Ma quando si è sparsa la voce sono arrivate le resistenze. Lo conferma lo stesso Cecio tra le righe. «In questa città – dice – sono sempre stato alternativo a un certo sistema di potere. Ho inteso da mesi lavorare a un progetto in cui mi potessi ritrovare insieme ad amici, vecchi e nuovi, che ha rilanciato il mio interesse, mai sopito, per la politica. Con loro ho sottoscritto un progetto che partendo dal territorio, ben si ritrova nel portato di Renzi. In questo gruppo ci siamo tutti riconosciuti, senza pregiudizi, e lavorando con determinazione e rispetto perché fosse inclusivo e dirompente». Poi il passaggio chiave: «In queste ore a Firenze o a Roma si vanno componendo liste che sembrano prescindere da questo progetto», e «poiché sono autenticamente convinto che il cambiamento passi dai territori, ringrazio quanti hanno pensato a me, ma non potrei dirmi interessato: con serenità ribadisco che la mia dignità non passa dalla ricerca di uno scranno, vedremo cosa intenderanno decidere...». Come a dire: se il clima è questo sono pronto a scendere dal cavallo.
Si dice che anche il sindaco Cosimi (primo firmatario per Renzi a Livorno) non abbia reagito affatto bene all’ipotesi Cecio, dopo lo scambio infuocato di lettere sul Tirreno. Tutto mentre Giovanni Battocchi (Livorno Adesso), Paolo Rotelli (renziani Rosignano) e Sergio Landi (comitato Fare per cambiare) hanno scritto una lettera ai vertici regionali, Dario Parrini e Nicola Danti. «Occorrono – si legge riguardo alla lista – compagni di viaggio rappresentativi di quello schieramento che fin dal primo momento si è impegnato per Renzi e che per dignità acquisita ha titolo per la rappresentanza nell’assemblea nazionale. Militanti "giovani di idee e di entusiasmo", che abbiano maturato la necessaria esperienza per dare un contributo importante, se vogliamo davvero realizzare il sogno che inseguiamo. E per una volta – pungono – non fatevi influenzare dai “padrini di turno”, ma siate liberi nella scelta che se volge in questa direzione i territori apprezzeranno e il partito con loro».(j.g.)
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