Gioco
Cumuli della pensione: onorevole per un giorno, soldi per una vita
I PRIVILEGIATI I politici possono cumulare tra diversi incarichi. Fra i miracolati anche la bidella a riposo a 29 anni
Mentre i comuni cittadini, dopo aver versato contributi su contributi, ottengono una modesta pensione, ci sono persone a cui basta un solo giorno in Parlamento per ottenere un vitalizio di 1.750 euro netti al mese. È il caso dell'avvocato Luca Boneschi, eletto il 12 maggio 1982 fra le fila dei Radicali e dimessosi il giorno successivo. Alla tenera età di 44 anni - prima i politici ottenevano immediatamente la pensione, ora servono almeno 5 anni di attività e 60 anni compiuti, 65 se con un solo mandato alle spalle - l'ex deputato ha potuto beneficiare dell'indennità a tempo indeterminato, frutto di ventriquattr'ore di pubblico servizio. I contributi per ottenerla esistono grazie a un'assicurazione contro la chiusura anticipata della legislatura - ora non più presente - con i contributi previdenziali versati sì, ma in modo figurativo e a spese della collettività.
La storia di Boneschi è una delle tante trattate dal giornalista Mario Giordano nel libro "Sanguisughe", pubblicato nel 2011 da Mondadori. Nella situazione dell'avvocato lombardo ci sono, fra gli altri, altri due parlamentari: Piero Craveri e Angelo Pezzana. Per entrambi, a onor del vero, l'attività parlamentare è stata maggiore: circa una settimana.

Ma i loro non sono gli unici casi che evidenziano le incongruenze del sistema pensionistico italiano. L'onorevole Renato Brunetta, che nelle ultime settimane ha dato il via a una battaglia contro gli alti compensi in Rai, è andato in pensione a 59 anni, con 38 di contribuzione come docente universitario. 3mila euro netti di assegno, come dichiarò lui stesso, nel 2010, intervistato dalla Lilli Gruber al programma "Otto e mezzo", su La7. Peccato che dal 1999 al 2008 l'ex ministro per la pubblica amministrazione abbia ricoperto l'incarico di europarlamentare fra le fila di Forza Italia - lo stesso partito in cui è tornato oggi, al fianco di Silvio Berlusconi - usufruendo, come suo diritto, dell'aspettativa concessa per l'assolvimento di cariche elettive. E ora il deputato veneziano beneficia anche del ricco stipendio di parlamentare.
Un baby pensionato si trova anche in Toscana. È l'ex deputato del Pdl, confluito nel Nuovo centrodestra di Angelino Alfano, Marco Taradash. Il politico livornese, alla Camera dal 1987 al 2001, ha riscosso il vitalizio di parlamentare (8.455 euro lordi) già a partire da 57 anni. "Ma al momento, essendo consigliere regionale - spiega Taradash - non ne ho diritto". Terminato l'incarico fiorentino, però, l'ex candidato sindaco di Livorno potrà ritornare a incassarlo. E agli 8.455 euro lordi si aggiungerà il vitalizio di consigliere. "Senza questi introiti - spiega Taradash - noi politici rischieremmo di essere vincolati a pressioni e obbedienze cieche. Non sono d'accordo con una remunerazione in questi termini - continua l'ex deputato - ma è comunque giusto offrire delle forme di salvaguardia".
Le "beffe" del sistema previdenziale non riguardano solo i politici. Anche i rappresentanti sindacali, distaccati dal lavoro abituale, possono usufruire dei maggiori contributi per la futura pensione, frutto dei versamenti dei sindacati e di quelli fittizi riconosciuti loro dall'Inps e dagli altri enti. Ma se le speranze di avere una pensione, man mano che passa il tempo si riducono, per comprenderne le cause bisogna guardare al passato. Nel 1973 il governo guidato da Mariano Rumor dette il via al decreto delle super pensioni baby, che dava la possibilità alle donne sposate di cessare l'attività lavorativa e passare all'incasso dopo 14 anni, 6 mesi e 1 giorno di impiego. Molte persone hanno sfruttato questa "finestra"; fra loro Ermanna Cossio, ex commessa e bidella friulana andata in pensione a soli 29 anni, con un assegno mensile pari al 94% dell'ultimo stipendio percepito. Un vero e proprio regalo visto che oggi, dopo 40 anni di lavoro, c'è chi fatica ad arrivare a fine mese e a 29 anni, molti giovani, sono ancora in cerca del primo impiego.(s.t.)
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