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Livorno

Con l’extravergine ci metto il cioccolato: nasce il mix vincente

Corrado Benzio
Con l’extravergine ci metto il cioccolato: nasce il mix vincente

Le praline di Domenico D’Affronto a Venturina o i biscotti di Paolo Sacchetti a Prato: un “azzardo” in pasticceria

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Domenico D'Affronto, pasticcere ma soprattutto grande cioccolatiere, lo usa per preparare le sue praline. Arrivato dalla Sicilia a Venturina è lui che sotto l'insegna della “Conca d'Oro“riempie le praline con i vini della Val di Cornia o con il suo squisito olio extravergine. In tutto, nei momenti di massima vendita _ ovvero di questi tempi _ prepara quasi cinquanta tipi diversi di praline. Tanto che quelle all'olio, più che un azzardo, sembrano l'ennesima variazione sul tema. E l'ennesimo omaggio alla sua terra d'adozione.

In principio, chi accostò il cioccolato all'olio extravergine, è stato Luca Mannori, il pratese che nel 1996 ha vinto il campionato del mondo di pasticceria a Lione.

Mannori si inventò all'inizio degli anni Duemila una crema spalmabile al cacao (insomma una sorta di Nutella artigianale, ma il maestro non ama che si chiami così) che decise di arricchire con olio extravergine e sale.

Una creazione che è ancora oggi in produzione e la trovate nella pasticceria di Prato o nella succursale che è stata recentemente aperta a Sasso Marconi.

Una spalmabile che ha fatto gridare al miracolo gli appassionati più aperti e allo scandalo i cultori della tradizione. Ma stesa sul pane vi fa veramente ricordare il genio toscano, una terra che è diventata in venticinque anni una delle capitali mondiali del cacao.

Se si cercano prodotti che non immagineresti mai preparati con l'evo (la sigla sta per extravergine d'oliva), la loro capitale è proprio Prato. Deseo, la linea di biscotti moderni nata dalla Mattei (più conosciuta come Mattonella, celebre casa dei biscotti di Prato), prepara un biscotto con olio d'oliva, cacao aromatico e pistacchi di Bronte.

E sempre a Prato, pochi metri più in là del forno Mattei - all'ombra del Duomo e degli affreschi del Lippi - Paolo Sacchetti, uno dei più grandi pasticceri italiani, usa l'olio per i suoi biscotti con le castagne. Del resto il filo d'olio sul castagnaccio non è proprio la sua morte?

Ma salendo di latitudine e arrivando fino a Zane, provincia di Vicenza, la pasticceria Filippi si vanta di preparare sia il panettone che la colomba pasquale (entrambi artigianali) con l'olio d'oliva al cento per cento.

Eppure quelle non sono sicuramente terre da olivo, troppo fredde.

Su prodotti lievitati come panettone e pandoro qualcuno storce la bocca quando vede sparire dagli ingredienti il burro, ma tant'è. Tornando alla cioccolata, nessuno si scandalizza per la cioccolata all’olio d'oliva proposta a fine pranzo dai pasticceri dell'Enoteca Pinchiorri. Non a caso siamo a Firenze, sempre in Toscana.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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