Il Tirreno

Livorno

Sulle banchine sbarcano i Cobas

«Siamo in un’ottantina: roccaforte all’ex Agelp, più di 30 fra Compagnia e Cilp»

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LIVORNO. È già successo prima nelle grandi fabbriche multinazionali, poi nel pubblico impiego, comprese le ex muncicipalizzate, e all’Ipercoop. Ora anche sulle banchine spunta una presenza strutturata del sindacalismo extraconfederale di base: con un radicamento del tutto particolare fra i lavoratori dell’ex Agelp (ora Alp), dove i Cobas dichiarano di essere ormai la prima organizzazione per numero di adesioni.

Ma l’Alp è una realtà a sé: sia per l’identikit di unico soggetto autorizzato come articolo 17 (fornitore di manodopera per i picchi di lavoro) sia per i mille travagli che ne hanno caratterizzato la storia recente così come per il fatto di essere una commistione fra una impresa partecipata da tanti operatori e, al tempo stesso, stare sul mercato ma con prezzi regolamentati dall’Authority.

Dal quartier generale dei Cobas raccontano di avere in porto complessivamente «più di una ottantina di iscritti». Oltre ai 25 in Alp, se ne contano «più di trenta fra Compagnia portuale e Cilp, oltre a una quindicina in Tdt, ai quali vanno aggiunti piccoli numeri in Unicoop, Ltm e Lorenzini».

Tutto questo avviene mentre si va verso una stagione calda: 1) fra le organizzazioni imprenditoriali c’è chi teme che il dirottamento dei traffici con l’alleanza P3 possa costare 300 posti di lavoro; 2) i lavoratori Unicoop si sono rivolti all’Authority per segnalare la pesante crisi; 3) la Compagnia sta facendo di tutto per mettersi in sicurezza; 4) a fine 2014 i crocieristi saranno il 22% in meno rispetto all’anno scorso. (m.z.)

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