Gioco
Porto 2000, l’altolà dei lavoratori alla privatizzazione
Barbini (Rsa Filcams Cgil): con la gara internazionale rischiamo di finire nelle mani di qualsiasi avventuriero
LIVORNO. Ai lavoratori Cgil della Porto di Livorno 2000 non va proprio giù che venga privatizzata la loro azienda, attualmente in mano all’Authority (72%) e alla Camera di commercio (28%). A farsi portavoce del mugugno è Enrico Barbini, esponente della Rsa Filcams Cgil, segnalando che «nel 2014 dovremo affrontare un ulteriore flessione di navi e passeggeri in un contesto dove è cresciuta sensibilmente la precarieta,altro che privatizzazione!».
Il personale della Porto 2000 – tiene a sottolineare l’esponente della Filcams – si chiede quali siano i motivi che giustificano una tale accelerata di questa operazione: anche perché «questa frenetica corsa alla privatizzazione» è «diventata prioritaria su tutto il resto,piano regolatore compreso».
La Rsa Filcams Cgil si mette di traverso rispetto ai piani di Gallanti: «Le problematiche infrastrutturali di una realtà come la nostra non si risolvono aprendo la porta a soggetti privati, ma concretizzando quelle politiche programmatiche e progettuali mai promosse in tutti questi anni». Anzi, secondo Barbini è proprio un boomerang: «Privatizzare una società non ancora strutturata e valorizzata significa rischiare di svendere parte di un prodotto creando anche le condizioni per un eventuale speculazione di patrimonio pubblico».
Nel mirino non solo l’idea della privatizzazione ma anche le modalità: in una «vendita mediante una gara internazionale» può farsi avanti «qualsiasi avventuriero» (e la storia recente mostra che poi «a pagarne il prezzo sono i lavoratori», ma «non siamo disposti a finire in un tritatutto»).
Privatizzare, secondo Barbini, è un autogol anche perché Porto 2000 «non si trova nelle stesse situazioni di bilancio dell'Alitalia». Non solo: «nessun amministratore o presidente ha fino ad oggi mai avuto guai giudiziari perché colpevole di non averla privatizzata».
Meglio sarebbe seguire la soluzione indicata dal governatore Enrico Rossi: sinergie locali e regionali (a desempio, con la società dell’aeroporto di Pisa) per «la strategia migliore per investire e fornire buona occupazione».
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