Gioco
«Non c’è nessuna colpa grave Seguite le esigenze dei malati»
LIVORNO. «Le contestazioni che mi vengono rivolte sono fondate esclusivamente su un raffronto astratto tra alcune categorie di farmaci con brevetto in corso di validità prescritte in luogo di quelli...
LIVORNO. «Le contestazioni che mi vengono rivolte sono fondate esclusivamente su un raffronto astratto tra alcune categorie di farmaci con brevetto in corso di validità prescritte in luogo di quelli connotati dall’indicazione del mero principio attivo, cosiddetti generici, nonché sul superamento del numero delle prescrizioni degli stessi medicinali rispetto alle medie stabilite dalla Giunta regionale della Regione Toscana».
Inizia così la memoria difensiva presentata dall’avvocato Antonio Bellesi (nella foto in alto) che difende uno dei medici di famiglia rimasto coinvolto nel presunto danno erariale al servizio sanitario nazionale.
«Innanzi tutto -spiega il legale - la contestazione riguarderebbero violazione delle delibere di fine 2010 ma vengono prese in considerazione retroattivamente e perciò illegittimamente fatti del 2009 e tutto il 2010. Nella sostanza prosegue - ho eccepito che il riferimento a medie statistiche è assolutamente incongruo poiché non tiene conto della specificità della composizione degli assistiti da parte del medici i quali curano tipologie di pazienti del tutto diverse, a seconda della collocazione geografica nell'abito della Asl e della tipologia dei pazienti che è diversa da medico a medico: un conto è avere una platea di pazienti prevalentemente anziani in zone periferiche o rurali, altro è averne in ambiti cittadini degradati o di pregio, altro ancora è avere una percentuale maggiore di anziani piuttosto che giovani, acculturati e collaborativi o meno e via dicendo. In altre parole, come già evidenziato da diverse sentenze, il solo riferimento alle statistiche astratte non consente al medico di difendersi, dovendo l'addebito fondarsi, come per legge, sulla colpa grave riferita alla prescrizione anomala caso per caso assistito per assistito nel concreto».
Il medico in questione, ad esempio, esercita da sempre la propria attività in una ristretta località periferica. «Conosce i pazienti personalmente da decenni. In particolare molti di questi sono anziani e necessitano di farmaci che abbiano i minori effetti collaterali possibili e pertanto di più recente scoperta e non possano indurli in errori di assunzione, tenuto conto che il farmacista può consegnargli agli stessi, se generici, in confezioni spesso diverse a seconde delle imprese produttrici, tali da poterli indurre in confusione. Proprio per queste ragioni e ben conoscendo la storia clinica personale dei pazienti che segue da decenni, ha personalizzato, con scienza e coscienza, la prescrizione dei farmaci somministrati senza effettuare a nostro avviso irregolarità».
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