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Livorno

«Sindaco? Appoggerei Bacci...»

Il tenore Voleri ci mette la voce «Io sto con Renzi»

Il tenore Voleri ci mette la voce «Io sto con Renzi»

LIVORNO. «Non avevo mai pensato di entrare in politica, non mi ritenevo adatto. Sicuramente è un percorso faticoso, ma il momento storico, per la nostra città, è unico: non voglio stare a guardare,...

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LIVORNO. «Non avevo mai pensato di entrare in politica, non mi ritenevo adatto. Sicuramente è un percorso faticoso, ma il momento storico, per la nostra città, è unico: non voglio stare a guardare, darò il mio contributo. Sostenendo Matteo Renzi...». Dall’altra parte della cornetta c’è un volto, anzi una voce, che non ha bisogno di presentazioni: Marco Voleri – tenore livornese di 38 anni, conosciuto ben oltre i confini dell’Italia – poche settimane fa si è iscritto un po’ a sorpresa al Pd di Colline ed è entrato nell’assemblea territoriale del partito. Oggi annuncia che la sua voce e la sua esperienza daranno man forte ai renziani.

«Se devo essere sincero – sorride – non so neanche come funzioni un’assemblea territoriale. Ma credo che Livorno abbia bisogno di una svolta, di un segno evidente di discontinuità. Ci sono risorse e persone valide, spesso giovani, che fuggono perché gli spazi sono chiusi. C'è bisogno di meritocrazia. Io sono un uomo libero, e in quanto tale mi butto in questa avventura, sostenendo Renzi: la città ha davvero bisogno di cambiare verso».

In questi anni il tenore si è spostato dalla Cina al Brasile, passando per la Svizzera. «Non mi interessano – dice – le correnti, il politichese, chi esce dalla porta ed entra dalla finestra. Mi piacerebbe solo vivere in una città dove si respira e si fa cultura. E si vende cultura. Mi piacerebbe che ci fosse una ventata di aria fresca e che la politica non fosse un lavoro, ma un servizio». E «mi piacerebbe, ad esempio, che i miei nipoti di 3 anni tra qualche anno avessero la possibilità di andare a vedere uno spettacolo di livello in città o di frequentare una scuola artistica senza fare chilometri». «Parlo di cultura – sottolinea – visto che faccio il cantante lirico ed ho pubblicato da poco un libro». Si intitola “Sintomi di felicità. La mia passione per il canto contro la malattia”: un volume in cui racconta con ironia e senza autocommiserazione di convivere da anni con la sclerosi multipla. Uno dei tanti “imprevisti” della vita, come li chiama lui. «A Bilbao – riprende – si sono inventati dal niente un bellissimo museo e il Pil si è impennato. Noi abbiamo risorse, storia, capacità: due fortezze medicee, un bel teatro all'italiana, il mare. Secondo voi tutto questo è valorizzato a dovere?».

Voleri parla di «periodo pessimo, in questi ultimi anni, dal punto di vista culturale» e «non so cosa riuscirò a dare, ma non voglio trovarmi tra quindici anni a rimpiangere di non avere fatto niente». Perché la scelta di iscriversi a un partito? «Non ho niente da perdere – risponde – e sono un uomo libero: penso che nel Pd ci siano valori e risorse. Perché fare le barricate fuori? Le battaglie si fanno anche mettendoci la faccia, da dentro». «Sogno – chiude – un sindaco quarantenne, che possa portare un cambiamento vero, senza vent’anni di politica alle spalle». Poi sorride: «Io non saprei da dove cominciare, ognuno faccia il suo. Appoggerei volentieri Lorenzo Bacci...». (j.g.)

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di Redazione web