Gioco
Muore a 50 anni noto artista per grave malattia
Se n’è andato in un mese lasciando moglie e due figlie Il ricordo commosso dei colleghi e degli amici
LIVORNO. «Alessandro era una persona meravigliosa che aveva un grande dono: quello di saper stare vicino al prossimo». Chi lo conosceva lo ricorda così, col suo estro, la sua fantasia, la sua capacità di immortalare concetti con un tratto di penna e di aiutare gli altri. Se s’è andato in un mese, stroncato da una grave malattia contro cui ha combattuto fino all’ultimo: Alessandro Mazzanti è morto a 50 anni a Cisanello, dove era ricoverato per una grave malattia alle vie biliari e al pancreas. Un mese di grandi sofferenze ma anche di coraggio.
Mazzanti era un artista di professione. Si era diplomato come maestro d’arte a Pisa nel 1986 e poi si era specializzato in pittura 5 anni dopo all’Accademia delle belle Arti di Firenze. Bravissimo nel fumetto e nella grafica, aveva vinto vari premi in concorsi satirici. Insieme ad alcuni amici, aveva fondato, disegnato e progettato graficamente la rivista a fumetti Hotdog. Era specializzato anche in pittura ad olio, incisione grafica e illustrazioni, oltre che nello sviluppo di pagine sul web. Nel tempo libero amava leggere, guardare film e giocare a scacchi.
Tuttavia, le doti più profonde di Mazzanti erano quelle umane. Basta guardare le decine di ricordi lasciate da parenti e amici su facebook. In tanti lo consideravano una guida spirituale per la sua attitudine speciale a consolare il prossimo con le parole giuste, mai banali.
Mazzanti era sposato con Monica e aveva due figlie adolescenti, Francesca e Arianna. Viveva con loro a Stagno: una famiglia molto unita e apprezzata. «Era un uomo meraviglioso - dice la moglie distrutta dal dolore - ha lottato tanto, ma la malattia l’ha portato via in un mese. Ma questo non è un addio, è un arrivederci».
Tra i suoi disegni, Mazzanti amava in particolare una caricatura di sé che utilizzava anche come foto del profilo su facebook. La sua autentica semplicità emerge anche dal commento che lui stesso aveva messo sul web a quella foto: “Semplicemente me stesso”.
Tanti i ricordi su facebook dei numerosi amici che gli volevano bene. Claudia, rivolgendosi ad Arianna, figlia di Mazzanti, scrive: «Sei esattamente come lui, cioè un guerriero. Tuo padre era come il mio: conosco il tuo dolore e ti dico che i nostri padri ci saranno sempre. Coraggio». Laura sull’amico defunto aggiunge: «Sei d ispirazione per tutti, grazie infinite volte».
La salma di Mazzanti si trova al cimitero dei Lupi dove stamani alle 9.30 ci sarà la cremazione. Poi gli amici lo saluteranno in una cerimonia particolare che avverrà sabato prossimo.
Lara Loreti
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