Gioco
Dj Cioni nei guai per evasione fiscale
Livorno: nel mirino della Guardia di finanza per 230mila euro al nero. Il disk jockey: «Sono regolare, faccio questo lavoro da 40 anni»
LIVORNO. In tre anni avrebbe guadagnato 230mila euro, ma senza dichiarare niente al fisco. È l’accusa che la Guardia di finanza fa al dj Riccardo Cioni. Proprio lui, il dj Full time livornese, musicista tra i più famosi d’Italia, che nei suoi quasi 40 anni di carriera ha fatto ballare migliaia di giovani e non. Basti dire che ancora oggi riempie le piste di adulti con il revival anni 70 e 80, suoi cavalli di battaglia.
Come mai il dj è finito nel mirino delle fiamme gialle? Da gennaio sono in corso delle approfondite verifiche fiscali su professionisti e artisti sospettati di evadere il fisco. E nel range di persone individuate dai finanzieri, derivanti in parte da segnalazioni e in parte da analisi delle banche dati fatte dagli stessi esperti, è finito anche il dj. Quella dei musicisti è una categoria “nuova”, che le fiamme gialle stanno studiando per scoprire sacche di evasioni che possano nascondersi all’interno, per combattere il fenomeno. È così che i militari della Finanza hanno fatto un accertamento sulle dichiarazioni dei redditi del dj relativamente agli anni che vanno dal 2008 al 2010. Dichiarazioni all’interno delle quali non risulterebbero i guadagni, contestati invece dai finanzieri sulla base dei movimenti bancari del disc jokey e di altre documentazioni.
Riccardo Cioni, dal canto suo, è tranquillo e chiarisce la sua posizione. «Fanno i controlli a dj e musicisti perché pensano forse che siamo tutti Bob Sinclair e David Guetta - ironizza il dj Full time - Un militare, nel corso dell’accertamento fiscale, mi ha detto: “Lei guadagna tanto perché è stato in America”. Ma io gli ho fatto notare che ho solo inciso un cd che si intitola così, In America, ma che non ci sono mai stato».
L’artista spiega che la verifica fatta sul suo reddito rientra in un’indagine amministrativa della Finanza che è ancora in corso: «Io ho la partita Iva, rilascio fatture, ho l’abbonamento Siae per la riproduzione dei dischi: tutto regolare. Faccio questo lavoro da 40 anni, lo saprò come funziona?». Cioni dice di aver sottolineato davanti ai finanzieri che oggi anche il suo settore è in crisi: «Ho spiegato loro che in discoteca ora l’ingresso è libero e la bevuta facoltativa. Gli incassi non sono più quelli di una volta. Io capisco che la Guardia di finanza abbia degli input dall’alto per scoprire chi evade le tasse, ma non è il caso mio. Oggi anche per chi fa il mio lavoro, arrivare in fondo al mese e riuscire a pagare le bollente, soprattutto la corrente, e il cibo è già tanto. Non ci si ricava tanto da questo lavoro».
Cioni respinge le contestazioni della Finanza: «I militari hanno controllato i conti e le carte e, essendo tutto regolare, hanno ipotizzato che io, in quanto lavoratore autonomo, sarei un evasore. In realtà, io lavoro per conto terzi. Ora ho messo tutto in mano all’avvocato, ci penserà lui a provare che è tutto regolare».
Dj Full time, 59 anni compiuti il mese scorso, ha cominciato a lavorare nel 1974. Ha iniziato alla radio per poi sfondare nel mondo della notte. Ha preso parte a trasmissioni come Festivalbar, Discoring, Discoteca festival e vari programmi condotti da personaggi come Raffaella Carrà sulle reti Rai e Mediaset. «Io sin da allora ho sempre comprato i dischi - dice Cioni - La Finanza pretende che io me li porti dietro: in realtà per risparmiare spazio li ho masterizzati, altrimenti mi servirebbe un furgone! Dicono che per riprodurre quelle musiche anni 70 e 80 devi avere la licenza, ma io quei dischi li ho acquistati: è come pagare un pizzo autorizzato. Così si uccide la professione. Io continuo a fare questo lavoro perché lo amo, ma a volte con queste leggi ti fanno passare la voglia...».
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