Il Tirreno

Livorno

Oggi si fermano i bus guerra tra autisti e azienda

Oggi si fermano i bus guerra tra autisti e azienda

Dopo i 5 giorni di Genova, si infiamma lo scontro su integrativo e futuro del Ctt Gli autisti livornesi si riuniscono in assemblea dalle 9.30 alle 12. Corteo a Pisa

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LIVORNO. La situazione, già delicatissima, si è fatta esplosiva dopo i cinque giorni di Genova. Il mondo del trasporto pubblico è in subbuglio: stamani, dalle 9.30 a mezzogiorno, i lavoratori dell’ex Atl si riuniranno in assemblea nel deposito di via Meyer. Stop dei bus per tre ore, mentre a Pisa i colleghi del Ctt si muoveranno in corteo da piazza Vittorio Emanuele II a partire dalle 10.

Lo sciopero porta la firma di Filt Cgil e Faisa Cisal. Ma stamani, in assemblea, un gruppo di lavoratori livornesi potrebbe anche decidere di prendere le distanze dagli stessi sindacati e mettere in piedi iniziative autonome di protesta. È quanto che si leggeva nel volantino spuntato pochi giorni fa ad alcune fermate dei bus: “In occasione dello sciopero marcia verso il Comune, senza sigle sindacali”.

Il braccio di ferro tra azienda e lavoratori va avanti da mesi. Da una parte ci sono gli autisti che dopo la fusione, da molti mai digerita, che ha portato alla nascita del Compagnia toscana trasporti (si sono fuse Atl di Livorno, Cpt di Pisa, Clap di Lucca e altre società private come Lazzi di Firenze e Cap di Prato) accusano i vertici aziendali di voler recuperare milioni tagliando servizi e buste paga. Dall’altra c’è l’azienda che controbatte di voler ottimizzare i costi incrementando la produttività.

Nel volantino firmato dalle segreterie livornesi e pisane di Filt Cgil e Faisa Cisal si legge che i lavoratori «saranno costretti allo sciopero contro l'azienda perché con un colpo di spugna sono stati cancellati anni di lotte e di conquiste sindacali». Sul tavolo ci sono sia l’integrativo che il futuro dell’azienda, guardando alla gara regionale per il trasporto pubblico. La trattativa sull’integrativo si è interrotta dopo mesi di botta e risposta e passaggi in prefettura. «Dal primo di ottobre – scrivono i sindacati – l'azienda ha unilateralmente applicato un contratto che ha diminuito gli stipendi di 200-250 euro e ha tolto altri trattamenti economici che incidono sulle magre buste paga dei lavoratori». «Sono stati tolti istituti – si legge – come la cassa assistenziale sanitaria (l’azienda contribuiva per l’1%), premi di natura economica legati alla fedeltà aziendale che vigevano da 40 anni, non sarà più consentito di avere il circolo ricreativo e un maggior numero di riposi annuali che compensavano i disagi derivanti da un lavoro che impegna per 365 giorni all'anno».

Il Ctt raccoglie 1200 lavoratori, gli ex Atl sono 450. Da tempo si parlava della necessità di uniformare il contratto di secondo livello nella nuova “aziendona”. Il Ctt aveva proposto di legare tutto l’integrativo a fattori variabili: ok a chi lavora più di 255 giorni all'anno. La trattativa è saltata: le parti riusciranno a tornare al tavolo? «La privatizzazione del Ctt voluta dagli enti locali di Pisa e di Livorno – si legge ancora nel volantino – ha prodotto passivi per 600 mila euro al mese e i dirigenti che gestiscono l'azienda hanno pensato bene di far pagare ai lavoratori». «Non abbiamo assistito a nessuna presa di posizione da parte dei sindaci di Livorno e Pisa – scrivono – in favore dei lavoratori e degli utenti. La gestione del trasporto pubblico locale da parte della parte minoritaria degli azionisti privati – accusano – è gravemente carente di iniziative a favore del Tpl». Queste sono le premesse, oggi l’assemblea. (j.g.)

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