Il Tirreno

Livorno

«Le nostre odissee in attesa d’un esame»

«Le nostre odissee in attesa d’un esame»

I lettori denunciano: bisogna aspettare dieci mesi per una ecografia al fegato o per un ecocolordoppler

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LIVORNO. «L’appuntamento per una ecografia al fegato? Alla fine di agosto del prossimo anno». A segnalarlo è uno dei tanti lettori che hanno risposto all’invito a segnalare al Tirreno i propri casi concreti di disagio con cui giovedì scorso abbiamo concluso l’articolo dedicato ai tempi lunghi per ottenere esami e visite specialistiche dal sistema sanitario pubblico.

Orazio Scavo ricorda che sul Tirreno è stato indicato che per fare una mammografia ci vogliono sei mesi: non è il suo caso, ma «io per operarmi alla spalla con dolore, ci sono vicino».

Massimo Bernardoni riferisce il caso di sua moglie al quale «un medico otorino dell'Asl di Livorno ha consigliato un ecocolordoppler dei vasi sovraaaortici per indagare su un fastidioso rumore all'orecchio lamentato oltre che ad una diminuita capacità auditiva». La richiesta di prenotazione l’ha fatta «in data 12 novembre». La sorpresa? Quando gli hanno comunicato la prima data disponibile nell’Asl 6: all’spedale nuovo di Cecina «il 29 agosto 2014, cioè 290 (duecentonovanta) giorni dalla data di prenotazione». Ha provato a bussare ai vari istituti di Livorno convenzionati: «Tutti hanno risposto che avevano esaurito i budget per il 2013 e che avremmo dovuto attendere dicembre per vedere aperte le liste per il 2014». Comunque, «se ci fosse urgenza, a pagamento con cifre oscillanti fra 50 e 80 euro, l'esame potrebbe essere fatto anche il giorno dopo la telefonata di appuntamento ». E a Pisa? Appuntamenti disponibili per marzo...

Luigi De Palo ricorda che la visita ortopedica prenotata «37 giorni prima» è stata «annullata per assenza della dottoressa malata». Gli è stato detto che doveva ri-prenotare daccapo e, chiedendo ragione perché non venga fatto d’ufficio, «mi veniva risposto che la prassi è questa». Non c’era un medico sostituto nonostante la titolare sia sovente assente...

Dalle risposte dei lettori salta agli occhi che le lunghissime attese in questo campo non sono una novità eppure è un problema che non cessa di indignare. Lo dice via web, ad esempio, Riccardo Riccioni: «Qualunque cosa sia in mano pubblica è uno schifo, soldi mal spesi, mi dicono che in alcuni reparti manchino i cuscini». E se Eleonora Bruni ironizza amarante sul fatto che «se poi hai qualcosa di grave ti prendono appuntamento direttamente alle cure palliative», Daniela Desi accusa anche il personale mentre Simposiarca73 invita a fare nuove assunzioni «invece di tagli indiscriminati al bilancio».

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