Il Tirreno

Livorno

Sudditanza? All'Ardenza non esiste...

Simone Lenzi

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A poche ore da una partita che definire difficile, per la squadra amaranto, è eufemistico, mi viene in mente un aneddoto, assolutamente surreale, che risale a qualche anno fa. Era venuto a trovarci a Livorno un caro amico dei Virginiana Miller, molto tifoso della Juventus. E siccome era domenica, ci teneva davvero tanto a vedere la partita della squadra del cuore, che per di più giocava il derby contro il Torino. Purtroppo però né io né gli altri avevamo uno di questi abbonamenti TV che paghi e smetti di uscire persino la domenica. Ci mettemmo allora a girare per la città finché non trovammo un bar in Corea dove davano quella partita di campionato. Ci ritrovammo in mezzo a un assembramento di livornesi vecchi e giovani, più i vecchi a dire la verità, splendidamente decisi a colorire la telecronaca con spunti e apprezzamenti personali, molti dei quali sicuramente fondati. «Popò di ladri…», «Guarda vesti sudici dé», «Movetevi brodi…ir Torino dé, guarda lì, son messi in campo come i pinoli sur castagnaccio». La platea era equamente divisa fra granata e juventini, ma per la maggior parte si trattava di brave persone che volevano solo vedere un po' di bel calcio e che non parteggiavano pernessuno in particolare. La partita dunque scorreva, incollando gli sguardi allo schermo. Non abbastanza tuttavia da impedire il flusso dei ponci che andavano e venivano sui vassoi. Ricordo che anche il nostro amico si trovò coinvolto nella telecronaca collettiva, e nell' immancabile discussione sulla sudditanza psicologia degli arbitri nei confronti della Juventus. Rideva e commentava con gli altri, come se fossero stati tutti amici da vent'anni, perculandosi un po', sfottendosi quando occorreva. Finì la partita, tornammo a casa. Noi e il nostro amico Pietro Sermonti, che oltre ad essere un attore di ineffabile ironia, da bambino si era allenato proprio con le giovanili della Juventus.

Aveva cioè seguito la tradizione familiare di casa Agnelli, essendo Susanna sua nonna e l'Avvocato, quindi, il prozio. Nessuno lo sapeva al bar di Corea. Del resto, anche se lo avessero saputo, non avrebbe fatto alcuna differenza. Perché i livornesi non hanno senso di sudditanza per nessuno. E questo è il motivo per cui, se è vero che l'incontro di oggi è sicuramente difficilissimo, forse impossibile, sono altrettanto convinto che sapremo tenere la schiena diritta. E poi chissà, hai visto mai.

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di Redazione web