Italia
Ressa dei tifosi al “bunker” bianconero
Hotel Palazzo blindato per l’arrivo del super-bus della squadra di Conte che ha scatenato un festoso caos sul lungomare
LIVORNO. Il giovane con qualche chilo di troppo apre il video appena realizzato sul celllulare, mostrandolo alla fidanzata. «Guarda, ho preso pieno Conte. È lui, lo vedi?». La ragazza osserva il filmato, sposta lo sguardo su di lui e scuote la testa con una smorfia quantomeno dubbiosa sul viso. Non capisce la febbre da Juve che si è scatenata ieri pomeriggio davanti all’hotel Palazzo, sede scelta dai bianconeri per il loro soggiorno a Livorno, in vista dell’incontro di oggi all’Armando Picchi.
Eppure, nonostante lo scetticismo della ragazzina, erano in circa 200 davanti all’albergo dal quale non è trapelato nulla sui dettagli della spedizione juventina, come da ordini tassativi imposti dallo staff bianconero. Bambini con i genitori, giovanotti, signore anziane e tanti ragazzi attirati dai campioni d’Italia hanno creato una ressa appena il pullman è apparso sul lungomare dal lato di Antignano alle 16,30, dopo aver recuperato i giocatori sbarcati all’aeroporto di Pisa mezzora prima. Moltissimi tifosi della Vecchia Signora. Ma anche numerosi tifosi del Livorno presenti davanti al “Palazzo”. Una sciarpa amaranto ha accolto il super-bus con l’enorme scritta Juventus sulle fiancate e i vetri rigorosamente oscurati, anche se non ci sono stati episodi negativi per la comitiva bianconera.
«Siamo tifosi del Livorno, ma vedere giocatori di serie A famosi come quelli della Juve fa sempre un certo effetto», diceva un gruppetto di ragazzini poco prima del caos creato dalla discesa a terra dei “fenomeni bianconeri”. È stato quello il massimo momento di delirio, l’unico in cui i vari Chiellini, Vidal, Buffon si sono potuti vedere, fotografare e acclamare. Un privilegio solo per chi era stato pronto da salire sulla ringhiera che circonda l’hotel.
Pochi attimi di paradiso per chi era lì da almeno due ore. E l’inizio del vero godimento per chi era riuscito a guadagnarsi un posto nella hall per farsi firmare autografi e poter scattare foto con i campioni. Anche in questo caso, pochi minuti. Poi tutti in camera a preparare la gara dell’Ardenza.
Andreas Quirici
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