Lutto
Offesa o strigliata? La città si divide
La proposta di un festival del cinema era una battuta. Che fa arrabbiare chi ci aveva creduto ma apre anche un dibattito
LIVORNO. Uno schiaffo? Una frustata all’immobilismo? Solo e semplicemente una battuta? Virzì spara in un tweet “A Livorno manca tutto, anche il senso della realtà” e la città si divide. Offesa certo. Ma in molti casi anche d’accordo con il regista che la lapidaria sentenza l’ha “tuittata” per ribadire che quell’idea di un festival del cinema internazionale da organizzare proprio nella nostra città l’aveva buttata lì come una sorta di provocazione, magari buona per riflettere su potenzialità inespresse e occasioni perdute. Certo è che quella sferzata lanciata in rete per rimarcare il senso della boutade e rispondere a chi l’idea del festival l’aveva presa sul serio, è piombata come un meteorite sul Comune e negli ambienti di tutti gli addetti ai lavori che si sono sentiti chiamati in causa. Tanto più che il regista, nello spiegare il senso della provocazione non ha risparmiato critiche a Effetto Venezia e in genere alle scelte artistiche e culturali della città.
IL TWEET DI VIRZI'
@crigrasso @iltirreno era evidentemente una battuta, a Livorno manca tutto anche il senso di realtà
— Paolo Virzì (@PaoloVirz) 22 Novembre 2013Il sindaco Alessandro Cosimi, che al “progetto” della rassegna cinematografica aveva risposto con una lettera in cui si diceva entusiasta della proposta e disposto a trovare i finanziamenti parla di «giudizio ingeneroso che non tiene conto degli sforzi enormi che facciamo per tenere in vita un settore con i tagli alla cultura che ci hanno messo al tappeto». Ma davvero pensava che Virzì parlasse sul serio? «Ho pensato che fosse magari una battuta ma comunque anche un sogno, la voglia di pensare a qualcosa di bello per Livorno. Una provocazione che potesse portare comunque qualcosa di buono.Non avere il senso del limite in questo caso è per me un pregio, bisogna buttare il cuore oltre l’ostacolo. Del resto quando Virzì ha mosso i primi passi qui a Livorno nessuno avrebbe potuto immaginare che sarebbe diventato direttore di un festival importante come quello di Torino. Ci piace pensare - conclude il Cosimi - che potrebbe essere così anche per Livorno, diventare quello che ora si può solo sognare...».
Anche l’assessore alla cultura del Comune Mario Tredici la la prende con filosofia: «Diciamo così: è un nostro concittadino che ci tira le orecchie...Non è il momento delle polemiche, è il momento del fare. Paolo Virzì è un’autorità nel suo campo, ha sempre reso omaggio alla città con i suoi film, il rapporto con la città è sempre stato molto bello, magari quel commento finale, “a Livorno manca tutto” è stato condizionato dalle poche parole a disposizione in un tweet. Noi comunque siamo pronti ad ascoltare le sue critiche. Certo dire che non siamo realisti è poco azzeccato. Con i pochissimi soldi che abbiamo a disposizione per la cultura siamo riusciti a mantenere iniziative, servizi. Si può fare di meglio e di più. Ed eventuali proposte sarebbero preziose».
Ma mentre fioccavano le dichiarazioni ufficiali su Facebook e Twitter si scatenavano la critica al regista («Virzì è solo un radical-chic” o “Un ingrato”) ma anche l’ironia (“abboccano” riferito al sindaco) e la solidarietà. Fabrifabrizio, sul sito del Tirreno: «Io credo che la battuta di Virzì sia stata fatta provocatoriamente perché come lui stesso dice ogni volta che viene a Livorno la vede sempre più degradata e questo credete a chi pur essendo livornese vive altrove(come il sottoscritto) è più evidente, provare per credere...».
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