Il Tirreno

Livorno

Nicola: «Io la Signora l’ho già battuta...»

di Gianni Tacchi
Nicola: «Io la Signora l’ho già battuta...»

Da giocatore dello Spezia vinse a Torino. «Ma oggi è una storia diversa: loro sono perfetti, cercheremo di farli soffrire»

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LIVORNO. Davide Nicola ha già battuto la Juventus. Era il 10 giugno 2007, ultima giornata di serie B, e il suo Spezia vinse 3-2 all’Olimpico di Torino. «Un ricordo piacevole – riavvolge il nastro il tecnico amaranto – era la Juve di Nedved, Del Piero e Trezeguet. Ma questa è un’altra squadra: è la migliore del campionato per qualità, intensità e continuità di gioco. Anche realtà più importanti di noi hanno subito contro questa macchina quasi perfetta. Inoltre Conte è il miglior tecnico in circolazione. Sarà molto, molto difficile». Davide, servirà un’impresa. «I bianconeri hanno un gioco fenomenale, sanno come comportarsi in ogni situazione. Noi cercheremo di limitarli e di sfruttare poi le nostre qualità per crearli qualche problema». Hai pensato a particolari marcature a uomo? «No, non si può giocare a scacchi contro una realtà del genere. Il Verona ha messo un uomo su Pirlo per tutta la partita, ma i bianconeri hanno trovato altre soluzioni per arginare questa mossa. Per noi sarà fondamentale l’atteggiamento di squadra, anche se opporsi individualmente sarà importante». La presenza di Llorente potrebbe costringerti a inserire Rinaudo al centro della difesa per contrastarlo sulle palle alte? «La nostra formazione non sarà in base a chi giocherà tra i bianconeri, ma al loro gioco. Che ogni elemento interpreta in base alle sue caratteristiche: Llorente sfrutta i cross dagli esterni, Tevez è un campione assoluto che si svincola dagli schemi per incidere di più». Quanto peseranno le loro assenze in difesa? «Hanno sostituti all’altezza come Caceres e Peluso, che non sono lì per caso». Vidal, invece, ci sarà dopo il caso di questi giorni. «Non mi interessano queste cose e non voglio fare polemiche. Se la Fifa ha fatto questa scelta significa che poteva farla. Comunque la Juve ha tanti Vidal». Emeghara non sta attraversando un momento positivo. «Ha dato e sta dando il suo contributo. Io non valuto gli attaccanti solo in base ai gol e agli assist, ma anche al lavoro e al sacrificio. Io sono soddisfatto di lui, è un giocatore importante. Segnare 10 gol con il Livorno equivale a segnarne 15-20 in una grande squadra» Biagianti è tra i convocati: come sta? «Bene, ma non ha fatto la settimana completa come gli altri per evitare ricadute. Da martedì sarà a pieno regime con il resto del gruppo». La Juventus è la quarta big che il Livorno affronterà dopo Roma, Napoli e Inter: quanto è cresciuto il gruppo in queste gare? «Siamo migliorati sia nella consapevolezza che nella gestione dell’avversario. E abbiamo capito di poter tenere il campo anche contro le grandi squadre. Ma i bianconeri, rispetto alle big già incontrate, hanno qualcosa in più a livello di continuità di espressione del gioco: indossano un vestito elegante, ricamato e dettagliato. Comunque tutte queste formazioni si esprimono con intensità e organizzazione, caratteristiche che in passato appartenevano alle provinciali». Ma il Livorno a che punto si trova a livello generale? «Sarà un’occasione in più per capirlo, sarà interessante misurare le nostre qualità contro questa realtà. Alcune volte siamo stati troppo previdenti, altre troppo sbarazzini: questo equilibrio si trova conoscendo la categoria e tutti gli avversari, giocando quindi un campionato intero. Tra un anno saremo tutti diversi, più maturi per la serie A». Chiusura sul mercato: Kharja è un obiettivo concreto? «Parlerò di mercato con la società al momento giusto, facendo il punto della situazione e guardando ciò che può servire. C’è un progetto da portare avanti».

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