Gioco
Tragico parto in casa il bimbo nasce morto
E’ accaduto in via Jacoponi: la mamma si sente male, il padre chiama i soccorsi poi taglia il cordone ombelicale. Ma per il piccolo non c’è nulla da fare
LIVORNO. Lei si sente male e il marito chiama il 118: «Mia moglie è incinta, ha dolore all’addome». L’ambulanza parte alla volta di via Jacoponi, ma è troppo tardi. La donna va in bagno e dà alla luce il bimbo, che però non dà segni di vita. Per lui non c’è più niente da fare: inutili in tentativi di salvarlo. Una tragedia successa ieri nel tardo pomeriggio nella rimessa di una ditta tra Livorno e Tirrenia, dove abita una famiglia boliviana: una coppia con quattro figli, il cui il babbo fa anche da custode alla società che ha sede lì, allo svincolo con la strada che porta al Calambrone.
Sono circa le 19 quando arriva la segnalazione alla centrale del 118, che invia subito sul posto un’ambulanza della Misericordia di via Verdi con il medico a bordo più un’altra solo con i volontari.
La donna, in base a quanto appreso, è sdraiata a letto quando ha l’impulso ad andare in bagno: è allora che il parto inizia, ma senza doglie. Una volta venuto alla luce, tuttavia, il bambino non dà segni di vita. I familiari presenti in casa cercano di capire cosa stia accadendo, ma il bebè non piange. Con lei in camera c’è il marito mentre in un’altra stanza ci sono il fratello di lei con una bimba, sorellina della vittima.
Quando i soccorritori arrivano sul posto, trovano una situazione molto difficile. Sul letto, in camera, ci sono la donna dolorante e il bimbo ormai privo di vita. Il cordone ombelicale è già stato tagliato dal babbo. E anche la placenta è stata in qualche modo espulsa: i soccorritori la trovano a terra.
La donna accusa forti dolori e, dopo la terribile esperienza vissuta, per lei è necessario il ricovero in ospedale, dove viene trattenuta per accertamenti. Non rischia la vita, ma le sue condizioni sono serie e da monitorare. I volontari rimasti sul posto con il dottore del 118, nel frattempo cercano invano di rianimare il piccolo. Ma per lui non c’è nulla da fare. Il corpicino resta senza vita sul letto, in attesa dell’arrivo dei carabinieri e della magistrata di turno, la dottoressa Antonella Tenerani.
Poco dopo sul posto arrivano i carabinieri della stazione porto e del Nucleo operativo radiomobile per i rilievi e per la ricostruzione della dinamica dei fatti. I familiari vengono ascoltati dai militari e durante i rilievi il bimbo viene trattenuto per qualche ora. Poi in serata, la pm di turno dà in via libera per la riconsegna del corpo ai familiari, senza fare l’autopsia. Ancora da capire se il piccolo sia morto prima o dopo il parto.
Resta il dramma di una mamma e di una famiglia che vivono in condizioni difficili.
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