Gioco
Tra Liguria e Toscana tutti pazzi per la “torta”
LIVORNO. Cambia nome a seconda della località: in Liguria si chiama "fainà" (ovvero "farinata"), nel massese "calda calda", a Pisa "cecina" ed a Livorno "torta" che, abbinata al pane francese,...
LIVORNO. Cambia nome a seconda della località: in Liguria si chiama "fainà" (ovvero "farinata"), nel massese "calda calda", a Pisa "cecina" ed a Livorno "torta" che, abbinata al pane francese, diventa il celebre "cinque e cinque". Tante denominazioni, ma l'ingrediente fondamentale è sempre lo stesso: un sottile impasto di farina di ceci cotto in forno con un filo d'olio dentro una grande teglia sino a formare una bella crosticina e da servire ben caldo. E' perciò un viaggio fra Liguria e Toscana quello che ci propone il gastronomo Paolo Ciolli col suo nuovo libro intitolato "Il miracolo della farina di ceci. Storie, luoghi e personaggi" ed appena pubblicato dalle Edizioni Erasmo: un viaggio che comincia rievocando in modo fantasioso l'evento storico che sembra stare all'origine leggendaria di questo alimento tuttora popolare a distanza di secoli. Si parla insomma della battaglia della Meloria combattuta nel 1284 e che vide la flotta pisana duramente sconfitta da quella genovese. Pare che dalla farina di ceci imbarcata su una delle navi naufragate, mescolata con l'olio e l'acqua di mare e quindi essiccata al sole di agosto, sia scaturita per caso una sorta di frittelle risultate assai gradite dai prigionieri pisani e divenute poi molto diffuse a Genova. L'autore descrive poi i principali forni liguri e toscani, compresi gli storici “tortai” di Livorno (e la nascita, descritta in modo colorito, del “cinque e cinque”), mentre in chiusura riporta la ricetta per questo alimento divertente, giovanile e gustabile a tutte le ore.
(r.r.)
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