Gioco
In cento invadono l’Ufficio Casa: «Censite quelle sfitte»
Faccia a faccia per un’ora tra manifestanti e il funzionario del Comune. «Chiesto aiuto al Prefetto per bloccare gli sfratti»
LIVORNO. Salgono le scale dell’ufficio casa del Comune di Livorno in cento. Lo striscione recita: «Un’unica grande opera: case e reddito per tutti». Il coro è lo stesso da un anno a questa parte: «Ci sfruttano ci sfrattano ci danno polizia/è questa la loro democrazia». L’obiettivo dei manifestanti, per lo più persone che hanno perso l’alloggio e i ragazzi del Collettivo dell’ex Caserma occupata è quello di parlare con il responsabile dell’ufficio Giovanni De Bonis. La denuncia è semplice: nonostante gli impegni del consiglio comunale ieri c’è stato lo sfratto di una signora con due figli e oggi ce ne sarà un altro, di una famiglia con due bambini.
«Ci siamo mossi - spiegano prima di salire le scale sotto gli occhi degli agenti della Digos in borghese - per evidenziare l’insufficienza delle ultime misure adottate per tamponare l'emergenza casa. Sono soluzioni insufficienti perché non affrontano in maniera complessiva il problema. Purtroppo non c'è una politica territoriale. Ecco perché chiederemo l’aumento del patrimonio di immobili sfitto, visto che siamo a conoscenza di innumerevoli case senza inquiline che sono state murate oppure che avrebbero dovuto rientrare nel piano di recupero come per via Lorenzini ma questo non è mai iniziato.
I numeri che i manifestanti hanno fatto stampare sul volantino che distribuiscono a due passi dal Comune, si discostano di poco dalla realtà: in 1352 hanno fatto domanda per entrare nella graduatoria che dà diritto ad un tetto, ma solo un centinaio riusciranno ad ottenerlo.
«Dovrebbero fare controlli più seri per aggiungere immobili all'emergenza. Ecco perché chiediamo al Comune di effettuare un censimento. Se non inizierà nel giro di quindici giorni lo faremo in modo autonomo». Giovanni De Bonis apre la porta sul retro del suo ufficio scortato dalla polizia e cerca di spiegare di conoscere bene la situazione di emergenza nella quale versa la città. E ammette che la situazione «è destinata a peggiorare».
Ad un certo punto, quasi perde la pazienza quando si sente accusato di essere il responsabile e ripete di non essere il responsabile delle strategie del Comune». E se proprio lo deve dire, certe scelte delle passate amministrazioni non le ha condivise, una su tutte vendere gli immobili di proprietà del Comune. Una speranza però la dà: «L’assessore Roncaglia ha inviato una lettera al Prefetto nella quale chiede di bloccare gli sfratti».
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