La protesta
«Il debito con lo Stato non si copre così»
La replica del difensore: leggerò le motivazioni per preparare l’appello, convinto dell’assoluzione
LIVORNO. «Non è questo il modo con il quale si può coprire un presunto credito da parte dell’Erario. Infatti il debito che viene contestato dalla Procura è della persona fisica mentre il giudice ha disposto la confisca di una società sas che non è aggredibili in questo caso. Ecco perché sono curioso di leggere le motivazioni alla sentenza per verificare quale tipo di confisca sia stata disposta dal giudice: se equivalente rispetto al debito, oppure giustificata perché le quote sono considerate come proventi del reato». L’avvocato Danilo Adoncecchi che difende Claudio Calvi, il dottore commercialista condannato con rito abbreviato a due anni e otto mesi, nonostante l’esito del processo di primo grado, è fiducioso.
«La sentenza è una vittoria -dice - Dobbiamo vedere quale era la situazione iniziale del mio cliente: era indagato per quattro capi d’imputazione diversi, due dei quali sono scomparsi nella richiesta di rinvio a giudizio. Alla fine il pubblico ministero aveva chiesto una condanna quasi il doppio rispetto a quella che gli è stata comminata e per il capo b è stato assolto. Ecco perché sono sicuro che entrambi saranno assolti, in appello Calvi e durante il dibattimento la sua compagna Maria Gioia Filippi».
(f.l.)
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