Gioco
A tavola con Boccaccio L’arte della mensa nel nostro Medio Evo
L’Accademia Italiana della Cucina ha promosso un convegno ospitato domani al Museo di Storia naturale del Mediterraneo
LIVORNO. Come si mangiava nel Medio Evo? L'occasione per rispondere a questa domanda ci è data dal settimo centenario dalla nascita di Giovanni Boccaccio, il celebre autore del Decamerone: al proposito la delegazione livornese dell'Accademia Italiana della Cucina ha infatti promosso un convegno ospitato domani (ore 17) nell'auditorium del Museo di Storia naturale del Mediterraneo.
L'incontro, curato dalla professoressa Valeria Torregrossa e presentato dall'avvocato Sergio Gristina (Accademia Italiana della Cucina) sarà dedicato non solo ai cibi, ma pure alla loro rappresentazione iconografica nelle opere dei grandi pittori del periodo medievale ovvero ai tempi del Boccaccio: pitture ed affreschi che mostrano come si preparavano i cibi e come erano serviti a tavola nelle mense più modeste, dove prevaleva l'impiego di legumi e cereali, e soprattutto nei sontuosi banchetti offerti da nobili e cavalieri fra le mura di palazzi e castelli dove invece si faceva largo uso di selvaggina e di spezie (che erano fra i prodotti più lussuosi provenendo quasi sempre dalle lontani regioni asiatiche ed africane).
La dottoressa a Laura Galoppini (Università di Pisa) illustrerà, in particolare, i cibi e l'alimentazione nella Toscana del Trecento, mentre prof. Marco Collareta (docente di storia dell'arte medievale nell'ateneo pisano) descriverà invece l'arte della mensa al tempo di Giovanni Boccaccio.
Un’occasione per compiere un viaggio completo e affascinate nel passato e in un passato che fa parte della nostra cultura.
L’aspetto gastronomico infatti è un elemento fondamentale nello studio della vita quotidiana delle diverse epoche e non mancheranno curiosità circa le usanze legate al momento storico che condizionavano gli usi a tavola ai tempi del Boccaccio.
Soprattutto quando si parla di tavole apparecchiate nelle case dei più ricchi e in mancanza di grandi svaghi e delle distrazioni moderne per quanto riguarda il cibo non badavano a spese.
Uno stile di vita questo delle classi alte dell’antichità che mettevano in primo piano il momento dei pasti, solitamente occasioni di gioco e incontro, che potevano durare intere giornate, che troviamo anche in epoche precedenti e successive a quella del Bocacccio e che è stato oggetto di numetosi studi e saggi. La giornata di domani al Museo di Storia Naturale sarà quindi l’occasione per approfondire questo curioso e significativo aspetto della vita dei nostri avi.Informazioni:. 0586-266711.
(r.r.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
