Il Tirreno

Livorno

Trelleborg: per gli operai gli esuberi sono ventinove

di Giorgio Carlini
Trelleborg: per gli operai gli esuberi sono ventinove

Tensione al presidio di ieri davanti ai cancelli dopo gli otto licenziamenti I lavoratori denunciano un piano che prevederebbe ulteriori perdite di posti

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LIVORNO. «Livorno non può permettersi 29 esuberi». Poi: «Che fine hanno fatto i verbali della verità, di Inps e ispettorato del lavoro?». E ancora: «Otto alla porta per un cavillo». Queste le fresi scritte su striscioni affissi nelle vicinanze della Trelleborg, dove si sono ritrovati circa ottanta lavoratori ieri mattina per una manifestazione contro l’incertezza vissuta nell’azienda del Picchianti.

Gli “otto” e la battaglia legale. Sette magazzinieri e un impiegato sono gli “otto” al centro della nota battaglia legale, cominciata con il recesso del rapporto di lavoro da parte dell'azienda nel 2010, proseguita con il giudizio di licenziamento collettivo illegittimo e l'obbligo di reintegro disposto dal tribunale del lavoro nel 2012, e concluso poche settimane fa con il ricorso della Trelleborg e la sentenza in appello che ha rigettato il precedente verdetto, rendendo ufficiali i licenziamenti. Prima cacciati, poi richiamati e infine messi a casa, gli “otto” sarebbero solo la punta dell'iceberg dei licenziamenti paventati dall'azienda: si parla di 30 unità (sul totale di circa 140). Per questo la partecipazione al blocco del lavoro, indetto all'inizio del turno delle 6, è stata massiccia. In segno di solidarietà, davanti alla Trelleborg si sono presentate le delegazioni dei lavoratori della Prysmian e della Cil (ex Ginori), oltre a un gruppo di ragazzi dell'ex Caserma Occupata.

Altra tensione. Come già avvenuto nel corso del presidio del 12 novembre, anche ieri si è registrata tensione all'orario di ingresso degli impiegati in azienda. Specie quando sono arrivate le auto dei dirigenti. Dopo un “blocco” di mezz'ora, grazie alla mediazione degli agenti della Digos, gli operai hanno lasciato transitare le vetture all'interno dello stabilimento. E le iniziative dei lavoratori non finiscono qui. «Le istituzioni - spiega Mirco Bibbiani, uno degli otto già licenziati e appartenente alla Filctem Cgil - saranno messe al corrente di come funzionano le cose in azienda. La dirigenza parla di 12, 13 esuberi. Ma in realtà sono29. Di queste, 8 sono già state licenziate. Nel conteggio vanno ci sono anche i famosi esuberi della Gbl».

I «berbali di Inps». Già, "famosi", perché secondo un'intesa tra le due realtà, i 15 lavoratori in uscita dalla Gbl dovrebbero essere riassorbiti dalla Trelleborg. «Che infatti - rivela Bibbiani - terrà fede all'impegno riprendendo i lavoratori, ma disponendo poi altrettanti licenziamenti. L'azienda ha diverse cause in corso con i propri dipendenti». Si arriva così al senso dello striscione sui verbali di Inps e ispettorato del lavoro: «Nel 2010 ci fu un'ispezione congiunta. Furono riscontrate irregolarità, sui contratti e non solo. Di questi verbali, stranamente, si sono perse le tracce...». Oggi in Confindustria dovrebbe tenersi un incontro per analizzare la situazione della Trelleborg. Il tavolo avrebbe dovuto occuparsi di tutti gli esuberi nel complesso. Ma per gli otto lavoratori già a casa, ormai, non resta che la strada del ricorso in Cassazione.

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