Gioco
«L’impiegato musicista ha truffato la Siae»
Avrebbe taroccato i borderò delle serate inserendo i suoi pezzi. La replica: è una macchinazione
LIVORNO. Dietro al nome d’arte “Anabrante”, autore e compositore musicale, si nasconderebbe l’impiegato di terzo livello della Siae Mario Bucci, 54 anni, nato a Foggia ma residente a Livorno. Sarebbe lui - secondo la procura - la chiave di violino nell’inchiesta sulla presunta truffa per qualche migliaia di euro ai danni della società che si occupa della tutela del diritto d’autore.
Secondo quanto emerge dall’indagine dei carabinieri di Collesalvetti coordinati dal pubblico ministero Massimo Mannucci, l’impiegato tra l’ottobre 2009 e il dicembre dell’anno successivo avrebbe falsificato i borderò ancora aperti relativi alle serate musicali organizzate tra Livorno e Collesalvetti.
Nel fascicolo compaiono locali e strutture notissime in città: da Villa del Colle, a Precisamente a Calafuria, passando per il “King” e il “Mixer”, fino alle serate durante le quali al teatro Goldoni andavano in scena i saggi di danza.
Con Bucci sono indagate in concorso anche Laura Conti, 46 anni, anche lei dipendente di terzo livello della sede livornese della Siae e Danilo Damele, 51 anni, in arte “ Geyard”, musicista ligure e amico di Anabrante.
Nel fascicolo del pubblico ministero è finito - ad esempio - il borderò compilato dal dj Sandro Castellani (estraneo alla vicenda) al King, attuale Rubik, la sera del 13 novembre 2010.
«Negli spazi bianchi non annullati dai relativi compilatori - è l’ipotesi - sarebbero stati inseriti i brani composti da Anabrante e da Geyard. In questo modo i due si sarebbero procurati un profitto economico con corrispondente danno alla Siae consistito nel pagamento dei diritti d’autore su brani non realmente eseguiti».
Con il passare dei mesi i tre - sempre secondo la Procura - avrebbero affinato la tecnica di falsificazione dei documenti.
Nel capo B del campo d’imputazione che viene loro contestato si ipotizza, infatti, la «realizzazione di registrazioni preconfezionate relative alle serate organizzate nella discoteca Villa del Colle, Appen daun e Mixer tra il dicembre 2010 e il marzo 2011». In parole povere nei documenti sarebbero finite le registrazioni di brani dei due indagati che non sarebbero mai stati eseguiti.
Nei confronti dei tre la Procura ha già chiesto il rinvio a giudizio che è stato posticipato per un difetto di notifica al 28 gennaio prossimo. «Ci costituiremo parte civile», spiegano dall’ufficio legale della Siae.
Mentre Mario Bucci, in arte Anabrante in aula ha ripetuto la sua assoluta estraneità alla truffa. «Si tratta di una macchinazione, un teorema».
(f.laz.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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