Gioco
De Filicaia (Pd) frena sui palazzi al Luogo Pio
Toncelli (Progetto per Livorno): «Progetto simbolo della distruzione della città» Del Corona rincara la dose: «Sarà una Caporetto urbanistica, sociale e storica»
LIVORNO. «Rispettare gli impegni presi è giusto, ma la realizzazione di un progetto prevede fasi diverse e le fasi possono cambiare. La Venezia si prospetta sempre di più come vera “waterfront” della città, la prima porta d’ingresso per i turisti in arrivo dal porto. Visto il suo ruolo cruciale credo che sarebbe giusto in questa fase rendere partecipe i residentidel quartiere in modo da valutare anche la loro opinione in merito al progetto». Il segretario comunale Pd Yari De Filicaia tira il freno a mano in merito alla costruzione dei nuovi palazzi in piazza del Luogo Pio, spingendo per una fase di riflessione aperta alla cittadinanza.
Il criticatissimo progetto, che affonda le radici nel lontano 1995, è tornato in questi giorni alla ribalta, con la notizia, pubblicata sul Tirreno, dell’approvazione in giunta delle urbanizzazioni e lo schema di convenzione. Il piano ufficiale prevede la costruzione di cinque palazzi di sei piani nella piazza del Luogo Pio, anche se voci di corridoio affermano che Palazzo Civico e la cooperativa che costruirà gli edifici (Consabit) starebbero valutando di apportare alcune modifiche ovvero realizzare solo due palazzi da cinque piani. Voci di corridoio che non placano le critiche e le reazioni politiche non hanno tardato ad arrivare. «Il Tirreno – afferma Cristiano Toncelli (Progetto per Livorno) ci informa che il terribile progetto della costruzione dei palazzi in piazza del Luogo Pio va avanti. Perseverare è diabolico, dice il proverbio, ma evidentemente anche un po’ livornese, aggiungiamo noi. La politica continua a non ricredersi di fronte alla prossima distruzione del cuore della Venezia. Incluso il mio ex partito nel quale, allora, implorai inutilmente per un voto contrario».
«Prima della guerra c’erano i palazzi» venne detto nel 2007 rispondendo alle critiche sul progetto, ma Toncelli ribatte:«Con la scusa che “prima della guerra i palazzi c’erano” si aggiunge pressione demografica in un quartiere dove la convivenza già è difficile e si mette un argine di cemento per fermare i turisti che escono dal porto. Questo progetto è il simbolo della distruzione di Livorno, della sua cultura e della sua storia. È l’asservimento delle istituzioni ad una operazione edilizia ad uso e consumo di soggetti che vengono definiti "privati" ma che in realtà vivono nella relazione simbiotica con la politica».
Parole pesanti che non vengono smorzate nemmeno dell’ipotesi di revisione del progetto: «Il Tirreno ci dice – contiua Toncelli – che ci sarebbero trattative in corso per ridurre a due il numero dei palazzi. Sgombriamo il campo dai dubbi. Non crediamo affatto che questo avvenga su richiesta dell'amministrazione, ma pensiamo anzi che nasca da una esigenza del costruttore a cui i conti del progetto evidentemente non tornano più e quindi vuole adattarlo ai suoi nuovi bisogni».
Critiche piovono anche dal consigliere comunale Pd Vladimiro del Corona: «So bene che c'è un accordo sottoscritto e che ripensato potrebbe prestare il fianco a contenziosi e rischi finanziari. Mi sto solo domandando se c'è la necessaria consapevolezza che portare avanti il progetto rappresenti di fatto una Caporetto urbanistica, sociale, ambientale e storica, una mazzata incredibile e suicida alla credibilità politica-amministrativa. Il vicesindaco Picchi ha cercato di chiarire il progetto e la situazione in consiglio comunale, ma non ha sciolto i dubbi e le perplessità. Comprendo bene il valore patrimoniale di alloggi costruiti in Piazza del Luogo Pio, ma sono fermamente convinto che serva una nuova collaborazione tra Comune e Consabit (e Regione ?), tale da definire un lodo Consabit per garantire il costruito previsto in altra parte della città. E non me ne vogliano i dirigenti di Consabit, perché la cosa è molto ma molto più seria che non un progetto già delineato e concordato».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google