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Livorno

Juve ospite all'Hotel Palazzo. E a fine partita i bimbi incontreranno i calciatori delle due squadre

Lara Loreti
Juve ospite all'Hotel Palazzo. E a fine partita i bimbi incontreranno i calciatori delle due squadre

Dopo la partita del Livorno, i bambini dai 5 ai 10 anni - anche coloro che non hanno visto la partita allo stadio - potranno incontrare i calciatori bianconeri e quelli amaranto. Progetto della questura e della società sportiva. Cardona: «Una coccarda per la città di Livorno»

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La Juve ospite all'hotel Palazzo. La società bianconera ha scelto il resort a cinque stelle sul lungomare per il suo ritiro pre partita, prima dell’atteso macht con il Livorno. I giocatori del club torinese arriveranno a Pisa con un volo da Torino e poi approderanno a Livorno in bus, che li accompagnerà fino al centralissimo albergo. Una scelta che farà felici i numerosi tifosi bianconeri che così avranno la possibilità di accalcarsi fuori dall’hotel per vedere i loro campioni e chiedere autografi.

Un'altra occasione per vedere da vicino i giocatori sarà dopo la partita quando protagonisti saranno i bambini. Un incontro ravvicinato post partita, possibile grazie a un progetto nato da un’idea del questore Marcello Cardona insieme al direttore generale del Livorno calcio, Attilio Perotti. Il primo appuntamento ci sarà domenica, dopo Livorno Juventus, per cui è previsto un afflusso di oltre 20mila persone: un’occasione esclusiva grazie alla quale tutti i bambini dai 5 ai 10 anni, accompagnati dai genitori, potranno vedere e parlare con gli atleti della serie A della Juve e del Livorno. A portarli vicino ai giocatori saranno agenti dell’ufficio minori, poliziotte-mamme specializzate nel rapporto con i più piccoli. «L’altro ieri (martedì ndr) ho inviato una mail al capo della segreteria del dipartimento di pubblica sicurezza a cui ho illustrato l’idea. E lui mi ha risposto subito di sì. Aprire le porte ai piccoli ed educarli allo sport è un’idea semplice, ma che porta con sé un obiettivo importante: quello di avvicinare i ragazzi ai giocatori, nell’ottica della polizia di prossimità. Un’esperienza che resterà per sempre nelle loro menti e che non dimenticheranno mai. Ed è una coccarda per la città di Livorno, fatta di gente brontolona ma generosa». Gli incontri avverranno tra le 17 e le 17.30 a due ingressi: curva nord/tribuna e curva sud/tribuna. «Tutti potranno partecipare, in particolare quei bambini che per vari motivi non possono andare allo stadio. In questo modo, potranno avere un rapporto diretto con i loro campioni - aggiunge il questore - E per dare il via a questa iniziativa, abbiamo scelto la partita più impegnativa sotto tanti punti di vista, quella con la Juve appunto». Entusiasta del progetto il Livorno calcio, come emerge dalle parole di Perotti: «Prima e dopo la partita sarà una grande festa: la battaglia sarà solo in campo. È con questo spirito che abbiamo lanciato l’iniziativa, che coinvolge i bambini. Per il resto, siamo pronti a giocare una grande partita per fare risultato».

Il questore Cardona ha parlato anche dell’ordine pubblico: «Domenica allo stadio ci sarà oltre il doppio delle persone che partecipano di solito. Verranno tifosi da tutta Italia e l'evento sarà visto da oltre 100 Paesi: è per questo che siamo pronti a fare un accurato servizio di ordine pubblico, ma partendo da un presupposto di assoluta positività: è un evento sportivo e tale deve restare. E in questo senso apprezzo i tifosi del Livorno calcio che nel tempo hanno dimostrato grande maturità, senza cadere nelle provocazioni di certe tifoserie: penso agli insulti a Morosini dello scorso anno fatti da alcuni sostenitori del Verona. Qualsiasi cosa succeda, comunque, saremo pronti ad affrontarla al meglio».

Cardona nel suo curriculum vanta un passato da arbitro e tra i suoi ricordi più belli della serie A c’è l'arbitraggio di un match indimenticabile tra Juventus e Roma: «Ricordo una partita difficilissima da arbitrare dal punto di vista agonistico - racconta -: a un tratto il giallorosso Bonacina fu colpito con un pugno in volto e cominciò a perdere sangue. Nessuno vide l’autore. A un tratto però, io mi accorsi che Kohler era piegato in due e nascondeva qualcosa: infatti poi verificai che aveva del sangue addosso. Allora lo espulsi. In quell’occasione il mio lavoro di poliziotto fu molto utile».

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di Redazione web