Gioco
“Buongiorno” riempie il Dessé attacco al Pd e sguardo a sinistra
Sul palco anche Cacciari con la foto di Penati: «Un fronte per mandarli a casa, altro che lista civica...» Guercio: «Il Pd non è il nemico, ma il diabetico deve fare a meno dello zucchero». No alle primarie
LIVORNO. Partiamo dalla fine. Una grande immagine di Penati proiettata sul maxischermo del Kino Dessé: dietro il simbolo del Pd, accanto il cartello dello stop, sopra la scritta “la specie che non ci possiamo più permettere”. Un attacco frontale al partito che governa la città, più che una presa di distanza forte. Lunedì sera “Buongiorno Livorno” è sceso in campo. Aprendo a un fronte in vista delle amministrative.
Al Kino Dessé, cinema scelto per dare corpo all’appello lanciato su Internet un mese fa, sono arrivati in tanti. Non si può dire che le parole dette il 19 ottobre dall’avvocato Marco Guercio in una lunga intervista (proprio al Tirreno...), non abbiamo suscitato curiosità. E intercettato il malcontento, vero, di una parte di città: al Dessé sono arrivati almeno in trecento. Poltroncine piene, posti in piedi e a terra. Tra il pubblico c’è un po’ di tutto: professori di liceo, operatori della cultura, dipendenti di Comune e Provincia, rappresentanti di forze di sinistra e di associazioni ambientaliste, sindacati di base e nomi della Cgil.
Buongiorno Livorno ci mette le sue facce. Con schemi anche nuovi. Dal musicista Marco Lenzi al formatore Andrea Raspanti. Parlano seduti sul palco, microfono in mano, hashtag di twitter alle spalle, filmati e video che scorrono sullo schermo.
Buongiorno Livorno ci mette le sue facce. E ne svela anche un’altra. È quella di Silvano Cacciari, docente all’università di Firenze, uno dei punti di riferimento di Senza Soste, periodico e sito web di area antagonista. «Vediamo se nel 2014, nel settantesimo della liberazione dal nazifascismo – dice – potremo festeggiare una nuova liberazione della città». A lui è stato lasciato a lungo il palco per un’analisi di macroeconomia, politica e massimi sistemi. Immagini che vanno dal Canada all’Europa, la teoria che «Livorno se continua così ha cinque anni di vita», qualche proposta legata a banca etica, microcredito, bitcoin e moneta locale. È Cacciari, prima di Guercio, ad aprire a «chiunque voglia discutere». «È ben accetto», dice, purché «non sia Silvio, Alfano, Scelta Civica, quelli lì...». Poi l’attacco alla classe dirigente della città, a un «sistema»: dai presidenti delle partecipate che «devono essere eletti, non nominati», agli assessori «che non possono non sapere l’inglese». «Per mandarli tutti a casa – chiude prima di lanciare la foto di Penati – ci vuole un fronte ampio: non si mandano via con una lista civica, non scherziamo».
Quindi sul palco sale Guercio: «Buongiorno Livorno esiste. È l’inizio di un percorso: si può fare politica in un altro modo, creando un campo alternativo a quello che oggi governa Livorno». «Non credo che il Pd sia il nemico – aggiunge – ma è incompatibile con la felicità di questo popolo: non è che il diabetico odia lo zucchero, ma deve farne a meno se vuole stare bene...». L’avvocato iscritto a Sel cita Che Guevara («solo un popolo può liberare se stesso»), dice che «il problema è la selezione della classe dirigente» e che «partecipare alle primarie del centrosinistra non ci porterebbe da nessuna parte». «BL non è una lista civica, non ha un candidato», ripete. Quindi prova la chiamata a raccolta per quel fronte: «Dobbiamo invitare tutti, a prescindere da chi hanno votato prima, dalla tessera che hanno in tasca, un po' come fosse una livornina della politica, a migrare in questo nuovo mondo». «Buongiorno Livorno – chiude – è l’inizio di una nuova stagione, non staremo a guardare». Per ora il pubblico non interviene: per capire come Bl si strutturerà, cosa diventerà, è tutto rimandato al 20 gennaio 2014.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
