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Se i politici prendono sciarpe e bandiere

Se i politici prendono sciarpe e bandiere

Juventini di Livorno: Matteoli e Dello Sbarba tifano Conte, Baldi e De Filicaia la squadra della città

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LIVORNO. Il mondo della politica si divide nelle “dichiarazioni di tifo” in vista di Livorno-Juventus. Tutti appartenenti allo stesso schieramento, quello bianconero. Una specie di exit poll senza che nessuno sia ancora entrato allo stadio. E che rivela un perfetto arco costituzional-juventino. Si comincia con Altero Matteoli, che ha seguito Berlusconi nella recente rinascita di Forza Italia che sarà allo stadio e che tiferà Pirlo e compagni senza indugi, per passare a Enrico Dello Sbarba, attualmente capo del Circolo Il Centro che va a vedere il Livorno con regolarità, ma che se batterà la Juve gli gireranno e ad Alessando Baldi, membro della direzione regionale del Pd che avrà il cuore esattamente diviso a metà. E si finisce con Jary De Filicaia, segretario comunale del Pd per il quale il Livorno viene prima della Nazionale, «figuriamoci la Juve».

Vietato tenere per 2 squadre. Fedele al suo stile di uomo duro, Altero Matteoli afferma: «Viva la Juve, d’altra parte sono bianconero, anche se mi fa piacere vedere il Livorno in serie A. Sarò allo stadio a seguire la partita, a meno di impegni che non potrò rimandare. E tiferò ovviamente per la Juventus, perché non si può tenere a due squadre. Io sono un tifoso, non sono uno sportivo».

Solito posto, tifo diverso. Enrico Dello Sbarba è un ex democristiano, ma in vista della partita di domenica non indossa i panni del centrista e si sposta in maniera evidente verso il bianconero. «Ho l’abbonamento in tribuna, vicino a quella Vip. E per la partita di domenica tornerò lì, non proverò certo di andare nel settore ospiti. Quello è un mondo di vivere il calcio assolutamente sbagliato. Certo, dovrò trovare un modo per mascherare il mio tifo per la Juve. Anche se non credo che il Livorno possa battere la Juve. C’è troppo divario. Però, visto che si tratta di calcio, se vince il Livorno mi gireranno... E anche parecchio».

La Juve vinca contro un’altra. «Sarò allo stadio probabilmente, perché mio figlio mi ha annunciato di avermi fatto un regalo per domenica». Alessandro Baldi, appartenente alla direzione regionale del Pd e all’Associazione italiana contro le leucemie (Ail) di Livorno, non vede l’ora di essere all’Armando Picchi. Da una parte la sua squadra del cuore, dall’altra quella della sua città. «Un cuore diviso esattamente in due - ammette - Ma se ci penso bene, spero vinca il LIvorno o che almeno possa finire l’incontro con un risultato positivo. Tanto poi la Juve potrà recuperare contro qualsiasi altra squadra di questo campionato.

Invidia per Cristiano Lucarelli. Chi non fa sconti alla sua “juventinità” è Jary De Filicaia, ex giocatore delle giovanili del Livorno, tifoso amaranto da gradinata («Anche se non ho l’abbonamento»), domenica farà il tifo per la squadra della sua città. «Non esiste altro, nemmeno la Nazionale. È chiaro che seguo la Juve e ne sono anche tifoso. Ma contro il Livorno spero che perda come qualsiasi altra squadra che gioca contro gli amaranto». Sul braccio ha tatuato lo stessa della città di Livorno e ha visto partite della squadra labronica anche quando giocava in C o in Eccellenza. «Da ragazzino sognavo di giocare in serie A con questa maglia - spiega - e invidio Lucarelli o Balleri che sono riusciti in questa impresa. No, domenica non posso proprio tifare Juve». (a.q.)

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