Il Tirreno

Livorno

In sessanta sull’Intercity rifugio Controlli della polfer a bordo

LIVORNO. Una sessantina di senza tetto che ogni notte dormono alla stazione e che militano intorno allo scalo ferroviario di piazza Dante tra clochard e sbandati. Sono gli stessi che la sera, dopo le...

3 MINUTI DI LETTURA





LIVORNO. Una sessantina di senza tetto che ogni notte dormono alla stazione e che militano intorno allo scalo ferroviario di piazza Dante tra clochard e sbandati. Sono gli stessi che la sera, dopo le 20, si recano nei giardinetti della piazza e aspettano che il furgone di Sant’Egidio porti il loro un pasto caldo. Gente “normale”, per lo più senza precedenti. Gente che ha perso la casa, il lavoro, la famiglia. E che per sbarcare il lunario fa lavoretti di fortuna. «Fino a qualche tempo fa i volontari della Caritas e delle altre associazioni venivano con un Fiorino a portare la cena - dice un poliziotto che da anni lavora alla polfer a Livorno - ora vengono con due Ducato. La povertà è aumentata e poi s’è sparsa la voce che qui in stazione la sera si mangia. E così si radunano tutti coloro che non hanno la possibilità di comprarsi da mangiare». Molte di queste persone, dopo cena, si rifugiano nei treni in sosta nei binari di via Masi. Le carrozze diventano alloggi improvvisati. E nelle ultime due settimane il numero di coloro che usano i sedili come giacigli è aumentato, in corrispondenza del calo di temperature.

Il fenomeno è in crescita e per questo i controlli della polfer sono stati intensificati. Nei giorni scorsi gli agenti, guidati dal comandante Simone De Carlonis, hanno fatto un blitz all’interno del treno “incriminato”, l’Intercity che arriva alle 20.35 da Milano, e all’interno hanno trovato una cinquantina di persone, per metà italiani più stranieri, alcuni non regolari sul territorio.

Tra i clochard c’è anche chi è in lista per un alloggio popolare. «La maggior parte di loro non delinque, anzi collabora con le forze dell’ordine, non avendo niente da nascondere - dicono dalla polfer - Tanti di loro avrebbero bisogno solo di un lavoro. È gente adulta, dai 35 ai 65 anni, che è abituata a lavorare e quindi di certo non si tira indietro di fronte a un’offerta di impiego».

Davanti a situazioni del genere, la polfer è scesa in campo non solo aumentando i controlli, ma anche donando a queste persone cibo e vestiti. Spesso infatti i poliziotti, di propria iniziativa, specialmente nei mesi più freddi, mettono insieme giacche e sciarpe più qualche genere alimentare, e poi li danno ai senza tetto, durante la distribuzione del pasto.

D’altro canto, però, c’è anche un problema di degrado che inevitabilmente si instaura parallelamente a questa situazione. Sessanta persone che dormono su un treno rappresentano un problema di ordine pubblico oltre che di igiene per i pendolari che poi la mattina quel convoglio devono prenderlo per andare al lavoro. È per questo che già nel passato ci sono state diverse proteste legate a questo fenomeno, che la polizia tiene sotto controllo.

Oltre ai blitz sul treno, negli ultimi mesi in stazione ci sono stati maggiori controlli anche contro furti e rapine. In particolare, la polfer ha fatto quattro fogli di via a romeni nomadi conosciuti per stazionare di fronte all’ingresso dello scalo ferroviario chiedendo soldi e commettendo reati contro il patrimonio. Ci sono state inoltre una decina di denunce a persone accusate di aver derubato passeggeri. In più, è finito in manette un 54enne della ex Jugoslavia, Goran Truculia, noto come un “professionista dei furti sui treni” che aveva un residuo di pena di 4 anni per una rapina commessa nel 2006 a La Spezia.

Lara Loreti

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web