Il Tirreno

Livorno

Rissa al Viandante «Ora chiudeteci pure ma fermate i violenti»

di Federico Lazzotti

Maxi-lite sabato notte nel locale della Venezia tra due gruppi di ragazzi. La titolare: è volato di tutto

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LIVORNO. Sabato sera intorno a mezzanotte dentro al Viandante, ristorante nel cuore della Venezia, è volato di tutto: bottiglie di vetro, bicchieri, caraffe, tavoli, sedie. Racconta Martina Senesi, titolare del locale sul viale Caprera: «I clienti che hanno assistito alla maxi rissa erano spaventati, sembrava di essere dentro a un film, le persone per paura si sono rannicchiate e messe a terra, cercavano di nascondersi mentre i due gruppi di giovani facevano a botte».

Si tratta dell’ennesima rissa dentro a un locale frequentato da giovani e giovanissimi in città, e anche stavolta, il rischio è che a rimetterci siano i proprietari che in casi simili (è successo per la discoteca Villa del Colle e il disco pub Sorsi e Morsi) vengono sanzionati con la sospensione della licenza per un paio di settimane.

«Sappiamo che probabilmente il questore punirà il nostro locale, ma della sanzione non ci interessa, vorrà dire che andremo in ferie per qualche tempo. La cosa importante è che venga risolto il problema di queste persone violente che mettono a rischio la libertà altrui. Noi l’altra sera siamo stati penalizzati due volte: per i danni subiti e perché abbiamo chiuso a mezzanotte e mezzo. Ma in questa situazione nessuno ci tutela. Ce l’hanno detto anche i carabinieri ai quali abbiamo sporto denuncia: anche nel caso in cui i responsabili dovessero essere presi sarebbero rimessi subito in libertà».

È la stessa proprietaria che ripercorre quello che è avvenuto nel locale. «Intorno alle 22 - spiega - è arrivato un gruppo di ragazzi sulla trentina, erano in 7. Si sono seduti e hanno iniziato a mangiare». Intorno a mezzanotte, quindi due ore più tardi, ormai avevano praticamente finito. «Dalla porta - ricorda Martina - ho visto entrare sei ragazzetti, questi molto più giovani, avranno avuto vent’anni, ed erano tutti stranieri. Uno di questi aveva il cappuccio in testa. Appena ha messo piede dentro si è diretto verso uno dei sette ragazzi che erano da noi a mangiare e gli ha chiesto di uscire. Ma prima che l’altro potesse rispondere lo ha colpito con tre picchi nel viso».

È stata questa la scintilla che ha fatto scoppiare il caos all’interno del locale. E nonostante i titolari abbiano chiamato le forze dell’ordine, l’intervento dei carabinieri è arrivato troppo tardi rispetto alla fuga degli aggressori.

«Si sono confusi nella folla e sono scappati - va avanti la proprietaria - non credo che sarei capace di riconoscerli. Per fortuna i sette non hanno fatto lo stesso e hanno pagato il conto».

La scazzottata, per fortuna, non ha provocato danni fisici tali da dover ricorrere alle cure del pronto soccorso. «Ma il locale in compenso era distrutto», racconta chi lo ha visto.

Adesso la denuncia di quanto è successo sul viale Caprera arriverà sul tavolo del questore Marcello Cardona che dovrà valutare e decidere, se e per quanto sospendere la licenza al locale.

«Lo ripeto - conclude Martina - ci chiudano pure, ma noi vogliamo solo lavorare in pace. È un nostro diritto, invece queste leggi non ci tutelano, ma tutelano chi entra nel nostro locale lo distrugge e fugge mentre noi ne paghiamo le conseguenze, nonostante la guerra che facciamo ogni giorno contro clienti simili».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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