Toscana
Prende a calci l’avversario sospeso il match di calcio
Il giocatore ai dirigenti: vittima di offese razziste, ma tutti negano La gara è ripresa dopo 5’ e l’arrivo dei carabinieri. Ora la palla passa al giudice
LIVORNO. Cambia il terreno di gioco, da un parquet di basket ad un campo di calcio; non cambiano l’età dei protagonisti, adolescenti intorno ai 18 anni, e soprattutto resta immutata la violenza andata in scena durante la partita.
L’ultimo episodio, il secondo in appena cinque giorni dopo quello avvenuto lunedì scorso nel derby di pallacanestro tra gli under 19 di Meloria e Libertas Livorno, arriva dal campo del Santa Lucia di Venturina dove sabato pomeriggio era in programma la settima giornata del campionato Allievi provinciali tra la squadra di casa e i pari età del Carli Salviano.
L’episodio per il quale la partita resterà nel libro nero dello sport si consuma al decimo della ripresa, quando i livornesi sono già sotto di tre reti e dunque la partita è virtualmente chiusa.
È in questo contesto che il centrocampista della squadra ospite viene fermato dall’avversario in quello che viene descritto come «un normale contrasto di gioco». Ma quando l’arbitro fischia, il giovane calciatore perde la testa, si avventa sull’avversario ed inizia a colpirlo con una serie di calci mentre l’altro è ancora a terra.
Racconta il genitore di uno dei ragazzi che sabato erano in campo e che ha assistito alla scena: «Non ho mai visto, in vita mia, una reazione così violenta. Prendere a calci un giocatore avversario a terra colpendolo ripetutamente dove capitava: nella schiena e sull’addome. Fortunatamente l'intervento di un dirigente del Carli pronto a prendere il proprio giocatore e trascinarlo via, non senza difficoltà, ha impedito che ci potessero essere conseguenze peggiori».
Nonostante questo, sia in campo che sugli spalti è scoppiato il caos, tanto che il direttore di gara è stato costretto a sospendere la partita che è ripresa solo cinque minuti più tardi con l’espulsione del giocatore protagonista dell’aggressione e l’arrivo dei carabinieri per il timore che l’episodio potesse avere degli strascichi.
Quello che dovrà chiarire il referto che l’arbitro ha compilato a fine gara oppure i giocatori che erano in campo nel caso dovessero essere ascoltati dal giudice sportivo, è verificare se ci sia stato un episodio scatenante, un alibi capace di giustificare, almeno in parte, tutta quella violenza che è apparsa ai più immotivata.
Il giocatore espulso, infatti, avrebbe raccontato a dirigenti e compagni di essere stato bersaglio di offese razziali durante il match. Lui di carnagione olivastra sarebbe dunque stato vittima «diverse aggressioni verbali».
Un’ipotesi questa tutta da accertare perché in molti avrebbe negato di aver udito parole che avrebbero potuto ledere la dignità del giovane.
«Nessuna offesa razzista - ripetono da Venturina - Basta è l'ora di finirla. È veramente scandaloso che qualcuno voglia far passare il gesto del ragazzo come una reazione ad una offesa così meschina che oltretutto non c’è mai stata».
Per la cronaca la partita è finita con il punteggio di 4-0 per la squadra di casa. E nonostante l’aggressione, l’espulsione, il caos e le offese sugli spalti, l’ultima immagine che arriva dal campo del Santa Lucia apre qualche speranza. I ventuno giocatori che si stringono la mano prima di entrare negli spogliatoi, mentre la pattuglia dei carabinieri lascia l’impianto sportivo.
@fedelazzotti
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