Italia
Radar, supersimposio in Accademia navale
LIVORNO. Gli esperimenti di Guglielmo Marconi dal grand hotel Palazzo con le onde radio ma soprattutto il manoscritto del ’36 ritrovato sessant’anni più tardi in un vecchio baule di famiglia dai...
LIVORNO. Gli esperimenti di Guglielmo Marconi dal grand hotel Palazzo con le onde radio ma soprattutto il manoscritto del ’36 ritrovato sessant’anni più tardi in un vecchio baule di famiglia dai figli di Ugo Tiberio, il padre del radar: lì c’è già l’intuizione di quel che sarà il primo impianto italiano.
La storia del radar passa da Livorno e dall’Accademia: Tiberio era prof dell’istituzione militare labronica così come Nello Carrara, altra figura di grande rilievo in quel campo. Non è dunque per caso che mercoledì (dalle ore 9) sarà proprio l’Accademia navale a ospitare nel proprio auditorium un convegno sul tema “Evoluzione del radar in Italia” organizzato dallo Stato maggiore della Marina e dal Centro di sperimentazione e supporto navale (Istituto per le telecomunicazioni e l’elettronica, Vallauri l’ex Mariteleradar). In ballo nel simposio l’analisi «dai nuovi scenari di minaccia alle tecnologie dei radar del futuro», con la Marina militare che punta a mettere «a confronto le eccellenze nazionali dell’industria e della ricerca». Sarà presente anche il prof. Simon Haykon, autore di testi fondamentali per formare intere generazioni di ingegneri.
All’interno dei laboratori dove alla vigilia della seconda guerra mondiale furono condotte le prime sperimentazioni radar in Italia saranno presenti prototipi e dimostratori tecnologicim le cui applicazioni «si estendono a contesti di estrema attualità anche in campo civile (come i radar passivi o tipo oil spill detection)».
«I laboratori di sperimentazione dell’istituto Vallauri, che nel 2016 raggiungeranno il traguardo del primo secolo di storia, sono – affermano i promotori dell’iniziativa – oggi strettamente collegati a quelli del mondo universitario e ampiamente utilizzati da piccole, medie e grandi industrie del tessuto produttivo locale e nazionale, a conferma dell’importanza strategica che la Marina militare attribuisce al legame tra ricerca e industria quale motore dello sviluppo tecnologico nazionale».
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