Sicurezza
«Né con Renzi né con Cuperlo»
La rivelazione durante la presentazione del libro “La Traversata”
LIVORNO. Chi sosterrà al congresso? Renzi o Cuperlo? Fabrizio Barca tergiversa un poco prima di rispondere, poi cerca di glissare annunciando che «deciderò il giorno prima». Infine, di fronte al ripetersi della domanda, risponde: «Non voterò né per Renzi né per Cuperlo». E di più non aggiunge. La dichiarazione di non-voto arriva a metà serata di un incontro che l'ex ministro tiene a Livorno per presentare il suo libro "La Traversata" ma, soprattutto per dialogare con una platea di circa duecento persone che affollano il salone dei congressi dei Pancaldi.
Un faccia a faccia organizzato dal neonato gruppo "Amici di Barca" livornesi che vede tra i promotori Claudio Frontera e Attilio D'Alesio molto attenti, questi ultimi, a ragionare sul come tradurre in livornese la "Traversata" che Barca propone all'Italia. Seppure sottotraccia, la questione del dopo-Cosimi è sul tavolo. Non è ancora chiaro come il gruppo labronico degli Amici di Barca intenda pesare in vista delle primarie per la scelta del candidato 2014 a sindaco, ma è ormai deciso che sarà della partita. Per ora si parla di metodo, di rinnovamento profondo dei vertici, di «mobilitazione cognitica» che significa, innanzitutto, mettere a disposizione idee, conoscenze, capacità di relazione e di ascolto con le proprie comunità. È questo anche il filo conduttore seguito da Fabrizio Barca
Che ha sostenuto, tra l'altro, come sia necessario mandare a casa gran parte degli attuali dirigenti nazionali, ripartendo dal ruolo dei territori e da una rete dei circoli che significhi scambio di proposte e offerta di soluzioni. Uno dei principali impegni del nuovo Pd, chiunque vinca, – ha spiegato Barca – dovrà essere quello di dotarsi di un sistema informatico capace di far dialogare i territori tra loro e di costringere tutti i dirigenti a mettere su Internet programmi e costanti report sui risultati volta volta raggiunti. Un forte pragmatismo sulle risposte da fornire ai problemi della cosa pubblica unito, però, a un profondo convincimento che esistono soluzioni «di destra o di sinistra».
Barca è di sinistra e lo dice subito fin dalle prime battute, «perché sinistra e destra esistono e in tutto il mondo occidentale se ne parla, tranne in Italia, dove sembra sia obbligatorio convergere tutti al centro». È quindi una riforma radicale del Pd e, in generale della politica italiana, quella a cui pensa l'ex ministro del governo Monti, che richiede di conseguenza tempi lungi e un modo di raccontare le cose che non sono quelle del Grande Battutista Renzi.
Ciò lo induce a rispondere con una punta di sarcasmo all'intervistatore che gli chiede: non crede che usare concetti come «mobilitazione cognitiva» sia perdente sul piano della trasmissione del messaggio rispetto a chi parla di «rottamazione»? La replica è presa in prestito dal Troisi di Ricomincio da Tre: «Avrei potuto chiamarlo Tito». L'ironia svela il lato simpatico dell'uomo ma nasconde la faccia ancora in ombra del politico: finito il tour della presentazione del libro, cosa faranno gli amici di Barca sparsi in tutta Italia? Diventeranno una nuova corrente nel mare magnum dei democratici? Sceglieranno il ruolo di coscienza critica della sinistra? O daranno la scalata al cielo? E Fabrizio Barca farà il nocchiere? Per ora non ci sono indicazioni in questo senso.
L'unica certezza è che in questo fine settimana Barca si ferma in Toscana per camminare sulle Apuane insieme a degli amici. Solo relax e niente politica, assicura.
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