Gioco
Gli altri casi in città di caccia all’esca letale
LIVORNO. Prima del caso Banditella e prima della morte di Sophie (nella foto con il suo padrone) altri allarmi “esche avvelenate” hanno creato il panico tra i proprietari di cani. Qualche mese fa...
LIVORNO. Prima del caso Banditella e prima della morte di Sophie (nella foto con il suo padrone) altri allarmi “esche avvelenate” hanno creato il panico tra i proprietari di cani. Qualche mese fa furono segnalati casi nell’area proprio dedicata alla sgambatura di via Torino. Ma gli avvelenamenti non furono verificati. Un altro caso ha coinvolto via Lorenzini dopo un tweet inviato al Tirreno in cui si segnalava la presenza di polpette avvelenate dopo il ritrovamento di quattro pezzi di macinato abbandonati in mezzo a due alberi del giardino che porta al recinto dedicato esclusivamente ai cani. Anche lì comparve un cartello che invitava a sorvegliare i propri animali perché era stato trovato del cibo sospetto.
In ambedue i casi però non ci sono state denunce e dopo un periodo off limits i prati hanno ripreso ad accogliere gli abituali frequentatori a 4 zampe.
L’allarme che in questi giorni sta tenendo sulle spine gli abitanti di Banditella è scattato circa una settimana fa, dopo la morte improvvisa di una cagnolina.
Come nei casi precedenti nessuna denuncia ma la mobilitazione degli abitanti proprietari di cani ha spinto la polizia provinciale, che si occupa proprio di questo genere di reati, ad aprire un’indagine per individuare le eventuali sostanze tossiche presenti sul terreno e anche chi anche potrebbe averle sparse sui prati frequentati da cani ma soprattutto anche da bambini.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
