Gioco
Campioni di no-profit È nel volontariato un livornese su dieci
Dal Rapporto sociale presentato in Provincia emerge la vitalità del “terzo settore”: una galassia di 1.900 realtà
LIVORNO. Nel nostro territorio provinciale sono più di 35mila le persone attive in organizzazioni no-profit (di cui 31mila volontari e il resto dipendenti). È questo uno dei dati più eclatanti del Rapporto Sociale 2013 presentato a Palazzo Granducale dall'assessore Monica Mannucci e da Massimiliano Faraoni di Simurg, che ha realizzato l'indagine.
La notevole presenza del cosiddetto "terzo settore" nella provincia di Livorno si compendia in quasi 1.900 organizzazioni censite il che equivale a 65 sodalizi ogni diecimila residenti. È da dire che il 65% opera nell'ambito della cultura, sport ed attività ricreative, mentre altre realtà, ognuna attestata sul 5-7%, sono impegnate nella sanità, nella tutela dei diritti, nell'assistenza sociale o nella protezione civile.
In una situazione di crisi generalizzata la realtà del Terzo settore è un elemento di straordinario valore proprio laddove viene progressivamente meno il supporto dello "stato assistenziale" con la conseguente maggiore difficoltà da parte degli enti pubblici a garantire un adeguato sostegno ai rischi sociali. Va comunque sottolineato che nel nostro territorio provinciale sono stati erogati circa 46 milioni di euro (dato 2010) per interventi e servizi sociali nelle diverse destinazioni (famiglie e minori, anziani, disabili, immigrati, etc.).
Ma il Rapporto Sociale 2013, che è essenzialmente uno strumento di programmazione, offre anche lo spaccato di una realtà assai multiforme: possiamo venire a sapere che la popolazione livornese invecchia e non si rinnova oppure si possono conoscere le entità e le dinamiche dell'immigrazione (le comunità straniere più numerose sono nell'ordine la rumena, l'albanese e la ucraina, tutte con una preponderante componente femminile, a differenza della comunità marocchina e senegalese a prevalente componente maschile).
Altri capitoli sono invece rivolti alla dinamica della famiglia, al mercato del lavoro ed allo stato di salute della popolazione livornese e i relativi stili di vita: uno su tre non fa attività fisica.
Lo studio compie un'attenta analisi del disagio scolastico, dell'invecchiamento ed anche della violenza di genere che nel primo semestre del 2013 ha già visto 80 accessi presso i Centri antiviolenza livornesi: ma è solo la punta dell’iceberg, il fenomeno è ancora largamente sommerso.
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