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“Vietato” andare in scooter a Calambrone

“Vietato” andare in scooter a Calambrone

Chiuso il passaggio in via Leonardo da Vinci: motorini e biciclette costretti a passare per la Fi-Pi-Li

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Costretti a passare per un stradina poco illuminata, attraversata da camion e addirittura per la Fi-Pi-Li: ecco la via obbligatoria che anche le biciclette e i motorini si trovano a dover attraversare per arrivare a Calambrone. Il motivo? La chiusura del passaggio a livello di via Leonardo da Vinci, avvenuta due settimane fa, più precisamente il 31 ottobre, che complica notevolmente i collegamenti stradali. Una decisione che sta suscitando non poche polemiche tra gli appasionati delle due ruote, cittadini ma anche camionisti e autotrasportatori. Essendo un tratto di superstrada l'accesso dovrebbe essere vietato a tutti i mezzi con cilindrata inferiore ai 150cc, eppure ogni giorno bici e motorini si trovano costretti ad accedere alla superstrada. Non solo: «Camion ed auto non avranno nessuna via alternativa per quando si forma l'ingorgo nella zona di controllo camion proprio vicino al passaggio a livello - affermano alcuni operai in pausa pranzo nel bar vicino all'attraversamento chiuso - Prima, arrivando da Tirrenia, potevamo passare dal passaggio a livello e raggiungere Livorno, adesso la strada è molto più lunga...».

Ma il vero problema, come accennato, riguarda bici, pedoni e motorini di piccola cilindrata. Chi volesse andare in bici a Tirrenia, o comunque nelle zone del porto ora deve passare sulla Fi-Pi-Li. "Vi immaginate cosa vuol dire passare per una superstrada in bicicletta? - scrive un lettore - È come firmare una condanna a morte. Senza contare, ovviamente, che la circolazione sarebbe vietata anche per motorini con cilindrata inferiore ai 150, ma non c'è altra possibilità. Mi chiedo a cosa stesse pensando il Comune quando ha deciso di chiudere il passaggio". Prima chi da Tirrenia voleva andare a Livorno( o viceversa) prendeva via Jacoponi, tagliava sul passaggio a livello e si immetteva su via Leonardo da Vinci. "Ora invece - scrivono in una segnalazione - bisogna passare per forza in questa stradina con camion che sfrecciano a tutto velocità da sinistra. E la cosa più scandalosa è che l'illuminazione non funziona costringendo i ciclisti a pedalare in queste condizioni a stretto contatto con camion e senza luce". In molti, spaventati, tornano indietro e scavalcano con la bici i blocchi messi dal Comune per bloccare l'attraversamento del passaggio ferroviario. Ma a lamentarsi sono anche coloro che usano i mezzi pubblici. "Il porto di Livorno dista dal centro appena 6 km e non ha un servizio bus urbano - scrive un lettore de "Il Tirreno" - Chi vuole raggiungerlo deve utilizzare la Cpt di Pisa con orari assurdi, tipo uno ogni ora e nel periodo estivo ogni 30 minuti. Ora con la chiusura del passaggio a livello una parte del porto è praticamente impossibile da raggiungibile a meno che uno non abbia voglia di farsi 2 km a piedi. Prima si poteva scendere in via Guagliarini, ora invece la fermata più vicina è al Costiero dove manca praticamente il marciapiede e non c'è attraversamento pedonale. È vero, più avanti c'è un altro marciapiede ma è praticamente invasa da erbacce. In un tratto addirittura, quando piove, si forma una mega pozzanghera impossibile "da saltare". In via Jacoponi, dove c'è l'altra fermata della Cpt, i lampioni non funzionano e la fermata è praticamente al buio...." Infuriati anche i camionisti e autotrasportatori che hanno visto allungarsi all'improvviso la strada: "Quel passaggio lo attraversavamo anche venti volte al giorno - dicono due autotrasportatori - adesso oltre ad averci reso difficile il nostro lavoro, ci obbligano a inquinare molto di più". Da una parte e dall'altra dell'attraversamento bloccato i camionisti in pausa pranzo sono furiosi: "Una decisione folle senza senso - dicono tutti - Nell'ordinanza c'è scritto che il passaggio era stato aperto a causa dell'interruzione alla viabilità sulla Fi-Pi-Liper il cedimento sul ponte del fosso dell'Acqua Salsa, ma i problemi in quel tratto ci sono ancora. Il Comune deve rendersi conto di aver fatto una scelta che crea grossi disagi a noi lavoratori e pericolossisimi rischi a chi viaggia su un mezzo a due ruote. Faccia un passo indietro".

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di Redazione web