Il Tirreno

Livorno

Violenze e soprusi sulla compagna livornese nei guai

Il racconto della donna: inseguita e bruciata con la sigaretta Il giudice ha firmato l’ordinanza in cui gli vieta di avvicinarla

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Il giorno più nero delle violenze subite è stato il 15 giugno scorso quando il suo compagno gli avrebbe prima gettato via il cellulare con il quale voleva chiamare aiuto, poi l’ha inseguita per le strade del centro e infine le ha spento una sigaretta sulla schiena provocandole un’ustione.

Ma ciò che è avvenuto quel giorno sarebbe solo la punta di un iceberg di soprusi lunghi quasi tre anni, durante i quali l’uomo, un livornese di 36 anni che abita nella zona di piazza XX Settembre, avrebbe perseguitato, minacciato e picchiato la donna, 26 anni, origini polacche ma residente in città.

Sabato il giudice per le indagini preliminari Beatrice Dani ha firmato - su richiesta del pubblico ministero Daniele Rosa - la misura cautelare con la quale vieta al trentaseienne di avvicinarsi alla sua ex.

Le indagini, condotte dalla squadra mobile, sono iniziate con la denuncia da parte della ventiseienne che nonostante avesse lasciato il suo aguzzino sarebbe stata costretta a sopportare le sue angherie psicologiche.

Per tre mesi gli agenti hanno raccolto le denunce e le paure della vittima. «Le indagini che abbiamo condotto in questo periodo - spiegano dalla questura - hanno confermato il grave quadro di responsabilità a carico dell’uomo». È con tutto il materiale raccolto che il magistrato ha chiesto ed attenuto l’ordinanza cautelare. Adesso tocchera all’indagato, difeso di fiducia dall’avvocato Marco Talini, dimostrare la sua estraneità alle contestazioni.

Quello scoperto dalla squadra mobile è solo l’ultimo di una lunga lista di soprusi in famiglia di cui molto spesso le vittime sono le donne.

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di Redazione web