Sicurezza
«Non è importante la stoffa ma l’idea»
La storia di Erica che rilancia il suo negozio di abiti proponendo una linea di accessori fatta con pneumatici
LIVORNO. «Non è importante la stoffa, ma l’idea». La scritta appesa sopra la macchina da cucire, dice tutto dello spirito di Erica Diara, 41 anni, e proprietaria del negozio omonimo in Borgo San Jacopo 14. Un piccolo angolo di fantasia in cui da anni Erica cuce costumi e vestiti su misura stupendo i suoi clienti sempre con nuove invenzioni e creazioni. La novità? Una linea di accessori (e non solo) creata con gli pneumatici delle biciclette.
«Sì, pneumatici – spiega Erica – La crisi negli ultimi anni ha cambiato molto il mio modo di lavorare e ho pensato che per rilanciare la mia attività servisse qualcosa di nuovo». Appassionata di ciclismo Erica durante la famosa manifestazione cicloturistica “L’Eroica” (che dal 1997 si svolge in provincia di Siena) si è imbattuta nell’idea che aspettava: «In una delle tappe di passaggio – racconta – mi sono fermata a un mercatino dove c’era, in un banco, un orecchino fatto con parte di un vecchio copertone. Per me è stata come un’illuminazione e mi sono detta “posso farlo anch’io!”». Il tempo di tornare a Livorno e Erica si è messa a lavoro con la sua macchina da cucire creando una vera e propria collezione di borse, orecchini, cinture, gilet usando pneumatici per bicicletta e il risultato è strabiliante: «I clienti ne vanno matti – dice – costa poco, è originale e, se lavorato bene, lo pneumatico per bici diventa morbidissimo, sembra quasi pelle. Presto farò anche una sfilata al Nuovo Teatro delle Commedie dove presenterò la mia nuova linea». Ma le sorprese di Erica non sono finite perché, oltre alla collezione creata con gli pneumatici, ha anche iniziato a creare abiti da sposa. «E anche quelli li creo con tutto: compreso tende e tovaglie bianche. Non vedo l’ora di vederli sfilare, saranno bellissimi».
La passione di Erica per il cucito nasce fin da quando era piccola: «Le donne delle mia famiglia erano tutte sarte. Fin da bambina mi divertivo a riparare vestiti, costumi da bagno, tutto. Mentre le mie amiche giocavo io mi divertivo a riparargli i vestiti». E anche la vena del riciclo era già dentro di lei: «Mi ricordo che dicevo sempre a mia mamma: “Perchè dobbiamo cucire solo stoffa? “. A me piaceva il polietilene a bolle d’aria (il materiale plastico d’imballaggio con bolle d’aria che tutti amano scoppiare)e a volte cucivo anche con quello. Insomma, era davvero scritto che il mio destino sarebbe stato cucire». Un destino trasformatosi in una quotidianità che Erica ama e a cui non rinuncerebbe mai. «Adoro la mia vita – dice – e soprattutto adoro il mio negozio che ho aperto con fatica e passione, cominciando a lavorare fin da ragazza e risparmiando».
La crisi? «Si sente e fa paura, tanta, ma io non mi abbatto perché credo che sia anche un’opportunità che ti spinge a migliorare e dare il massimo. Fino a qualche anno fa ero famosa per creare costumi da bagno su misura, adesso lavoro principalmente sistemando e riammodernando abiti rotti o antichi. Anche da lì ho cominciando a pensare all’idea del riciclo del materiale. La crisi ti porta anche a riscoprire vecchi ricordi, valori».
Sorride Erica: «Io nonostante tutto mi sento fortunata perché tutti i giorni ho la possibilità di fare ciò che amo di più: cucire e non ho alcuna intenzione di rinunciarci e lasciarmi andare».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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