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«Inutile il nuovo ospedale non avrà neurochirurgia»
LIVORNO. Il Fials organizza un presidio all’ospedale per venerdì, al quale ha invitato i partiti politici per discutere dei problemi della sanità livornese. Non è ancora chiaro dove si raduneranno...
LIVORNO. Il Fials organizza un presidio all’ospedale per venerdì, al quale ha invitato i partiti politici per discutere dei problemi della sanità livornese. Non è ancora chiaro dove si raduneranno gli esponenti sindacali. Ma è chiaro quali siano gli obiettivi della protesta: «La nuova direzione aziendale dell’Asl 6 che si pone su una linea di continuità con la precedente», come spiega il segretario provinciale Fials di Livorno, Massimo Ferrucci.
Programmazione sotto accusa. Il nuovo ospedale di Livorno con spesa prevista di 266 milioni di euro, secondo Marchetti, «non ha più alcun significato», visto che lo stesso presidente della Regione, Enrico Rossi, «vuol chiudere la neurochirurgia»: ce ne sarà solo uno nell’area vasta e «quello di Livorno sarà chiuso, riducendo l’ospedale a un centro simile a molti altri della provincia dal punto di vista dei servizi offerti». E in questo processo di ristrutturazione, Fials afferma che «la centrale unica del 118 non sarà collocata a Livorno», mentre «le fughe dei cittadini sono aumentate vertiginosamente per un importo di oltre 90 milioni di euro, come da bilancio dell’azienda».
«Sanità in liquidazione». Ferrucci va giù duro sul direttore: «Dal suo insediamento si è evidenziata la volontà di continuare nell'opera di liquidazione della sanità livornese. L'accordo sottoscritto nel novembre 2012 non è rispettato e pertanto il Fials è escluso dalle decisioni che riguardano la riorganizzazione e ristrutturazione dei servizi. Nessun confronto ad esempio si è svolto sulla la riorganizzazione del Dipartimento di Prevenzione ed analogo comportamento è stato assunto per la rinuncia alla centrale unica del 118 e l'affidamento in appalto della centrale di sterilizzazione con ingente impegno di risorse economiche». Il Fials non è d’accordo con lo stile della direzione aziendale che «si arroga il diritto di programmare e gestire a suo piacimento, con una visione parcellizzata e che prevede soluzioni diverse per ogni singola zona». Secondo Marchetti, infatti, «si riapre la cardiologia a Cecina e si prevedono soluzioni particolari per la zona Elbana al di fuori di un quadro complessivo di programmazione aziendale».
Livorno: 40 posti letto in meno. Per la zona di Livorno «è emblematica la situazione dell'area della medicina generale - prosegue Ferrucci - con l'accorpamento di neurologia, pneumologia e la cancellazione di ben 40 posti letto». L'opera del Secondo padiglione, «dove c’è un cantiere infinito, dimostra la volontà di non attivare il centro unico di endoscopia. E un altro aspetto significativo è lo scarso utilizzo di apparecchiature nell'area chirurgica o la assenza di un servizio di pronto soccorso ortopedico nella 24 ore».
I diritti dei lavoratori. L'accordo sottoscritto con la direzione aziendale nel 2012 «non è applicato e si materializza sui lavoratori evitando di erogare il saldo della produttività nonostante i risultati raggiunti». Fials denuncia, poi, «turnazioni fuori dalle previsioni contrattuali e legislative imponendo ai lavoratori il salto del riposo, l'orario straordinario programmato e bloccando le ferie che in molti casi ammontano a oltre 100 giorni».
Il presidio. Ecco, quindi, l’annuncio della mobilitazione con un presidio in programma venerdì. «le posizioni dell’azienda sono inaccettabili e la nostra protesta sarà in difesa della sanità pubblica della provincia di Livorno, dei diritti dei cittadini e dei lavoratori. Faremo un presidio, ma anche un’assemblea aperta alle forze politiche e istituzionali che ci stanno dando già le loro adesioni».
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