Il Tirreno

Livorno

Commercio in calo ma ora perdono quota i supermercati

di Mauro Zucchelli

LIVORNO. Per il venticinquesimo trimestre di fila le vendite al dettaglio mostrano il segno “meno”. Sì, avete letto bene: venticinquesimo, vale a dire quasi sei anni. Cioè addirittura da un po’ prima...

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LIVORNO. Per il venticinquesimo trimestre di fila le vendite al dettaglio mostrano il segno “meno”. Sì, avete letto bene: venticinquesimo, vale a dire quasi sei anni. Cioè addirittura da un po’ prima dell’inizio della crisi mondiale che, nata al di là dell’Atlantico, sta diventando l’alibi di tutto, la notte in cui tutti i gatti sono bigi. Parola del Centro studi della Camera di commercio.

In questo frattempo è come se la torta del commercio livornese si fosse ristretta di almeno un quarto. Non l’apocalisse dei profeti di sventura, ma una grossa mazzata. Anche perché il numero delle ditte fra le quali suddividerlo non è affatto diminuito: nei registri dell’anagrafe camerale risulta che, nel settore del commercio al dettaglio escluse le auto, al 30 settembre scorso si contavano 5.923 ditte attive, così come sei anni prima. Anzi, una in più.

Ma più che un mancato crollo, è un mancato aumento numerico. Lo dice il raffronto con quel che accade altrove: rispetto all’autunno 2007, ora l’arcipelago del commercio ha a Pisa 131 ditte in più, in Toscana è cresciuto di 177 aziende e in Italia è aumentato di oltre 5mila imprese. Segno che la crisi è solo nei dati ufficiali e invece il sommerso galleggia benissimo? Anche, ma tutto questo nasce soprattutto dal fatto che il lavoro dipendente riesce ormai a assorbire troppo poco, quasi niente.

Dentro quest’orizzonte nero pece, c’è però qualche barlume di novità. Almeno in termini relativi. Ad esempio, come dicevamo anche nell’ultimo trimestre le vendite al dettaglio perdono quota: ma nella nostra provincia la flessione è del 4,3%. Ma lo stop nel resto della Toscana è assai più pesante: sfiora i 5 punti percentuali, anzi a Pisa arriva a un soffio dal 6% e a Arezzo lo supera.

E non è la prima volta che, sia pure rimanendo nel regno del “meno”, questo differenziale positivo a vantaggio di Livorno salta fuori: l’équipe del Centro studi ricorda che è il terzo trimestre che succede. «È sicuramente presto per dire – si afferma – che il commercio livornese abbia ritrovato quelle peculiarità e quella “vivacità” che lo differenziavano dal resto della regione, e che sono andate perse con l’avvento della pesante crisi economica, possiamo solo affermare che nell’ultimo periodo le vendite al dettaglio sono andate leggermente “meno peggio” in provincia di Livorno rispetto a quanto abbianofatto nella media delle province toscane».

Lo studio indica anche un’altra novità: per la prima volta, dopo un andamento fortemente divergente fra la grande distribuzione e le piccole botteghe a tutto danno di quest’ultime, ecco che sono i supermercati a subire un marcato arretramento (meno 2,6%, peggio che nel resto della regione) mentre le botteghe alimentari se la passano un po’ meglio (meno 2,4%, con una forte differenza rispetto al dato toscano dove il calo è più che doppio).

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