Gioco
Cecioni ed Enriques ai ferri corti
Una ha formalizzato il numero chiuso per mantenere i suoi 5 licei. L’altra ha chiesto di averne due che ha già la rivale
LIVORNO. Per chi aveva ancora qualche dubbio sulla rivalità tra Cecioni ed Enriques, la lettera inviata dai docenti di quest’ultima scuola chiarisce tutto. Non siamo alla guerra aperta, che trattandosi di licei è un’espressione che stride non poco con il contesto. Ma la richiesta di attivare gli indirizzi di scienze applicate e del linguistico da parte dell’Enriques, che il Cecioni ha ormai da anni nella propria offerta formativa, apre uno scenario non proprio da “pacche sulle spalle” e “amici come prima”. Il tutto mentre il Cecioni ha formalizzato la richiesta alla Provincia del numero chiuso, pur soft e molto attenta a non sforare nella meritocrazia. In mezzo, manco a dirlo, c’è proprio l’ente presieduto da Giorgio Kutufà, chiamato a fare scelte precise nell’ambito del piano di riorganizzazione. Ieri, l’assessore provinciale all’istruzione, Fausto Bonsignori, ha incontrato il collegio dei docenti del Cecioni e al termine ha detto di voler prendersi tutto il tempo necessario, prima di presentare il piano. «E mi prendo la responsabilità - ha detto - di non rispettare la scadenza della fine di novembre, indicata dalla Regione».
Piano posticipato. Come spiegato dallo stesso assessore, la presentazione della riorganizzazione delle scuole del territorio arriverà non prima del 15 dicembre. «Giorno più, giorno meno - riprende Bonsignori - perché siamo ancora nella fase delle valutazioni. E io non ho ancora ascoltato la commissione consiliare, pensate un po’...». Tempi lunghi ancora, quindi, perché le carte sul tavolo non sono semplici da decifrare. Specie con la richiesta dell’Enriques che creerebbe ulteriori doppioni a Livorno, dopo quello del liceo scientifico tradizionale. E proprio tra le due scuole in questione. Così, se da un lato si chiede di non snaturare il Cecioni, dall’altra si vorrebbe ampliare l’offerta formativa. Ma le proposte giunte alla Provincia vanno in una direzione opposta all’auspicata semplificazione delle strade da far imboccare agli studenti, vista l’eventuale sovrapposizione d’indirizzi che si potrebbe creare. E per Bonsignori non sarà facile dirigere il traffico.
Numero chiuso e i criteri. Priorità a chi si iscrive e che ha già fratelli o sorelle che studiano al Cecioni. Poi la cronologia della stessa iscrizione. «Mantenendo, però, l’equilibrio tra i licei», ha detto il preside Giuseppe De Puri. Che vuol dire continuare ad avere più o meno le stesse sezioni per ogni indirizzo. Quest’anno le classi prime erano cinque per scienze applicate, quattro per il linguistico, tre per scienze umane, due per l’artistico e due per lo scientifico. Sedici in tutto da ridurre a quattordici, come da proposta presentata alla provincia. Riassumibile nel numero chiuso di 370 nuovi iscritti per il prossimo anno scolastico. Ma attenzione: ogni liceo avrà il suo «contenitore», come sottolineato dallo stesso De Puri e ci saranno, nelle intenzioni di “quelli del Cecioni” sportelli a scuola per l’assistenza all’iscrizione online per le famiglie che abitano in zone dove non c’è una buona copertura di Internet. Quando si parla di equilibrio tra i licei, quindi, si intende che se dovessero arrivare iscrizioni per ampliare troppo le sezioni di un indirizzo che, finora ne ha avute due al massimo, si taglierebbe proprio in quella direzione. Un meccanismo da verificare sul campo, qualora la Provincia accettasse la proposta presentata ieri mattina dal consiglio d’istituto all’assessore Bonsignori.
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