Gioco
Addio Annibale, il gentiluomo delle quattro ruote
È morto a 85 anni il giornalista Falaschi, grande sportivo, esperto di motori a livello nazionale collaborava con Il Tirreno
LIVORNO. Un uomo raro, di grandi passioni - sportive e non solo - sempre però vissute e partecipate con sobrietà e un senso naturale della misura. Annibale Falaschi, storico collaboratore del nostro giornale, se n’è andato a 85 anni lasciando un grande vuoto ma anche un’ultima lezione di vita e di stile, perché per molti anni ha combattuto contro la malattia a testa alta e senza rinunciare a niente. A cominciare da quello spirito ironico e autoironico, da quel senso della misura e da quella signorile pacatezza, che lo rendeva non solo un interlocutore interessante ma un confidente simpatico e profondamente umano, veramente speciale anche sul posto di lavoro.
Per decenni ci ha raccontato sul “Tirreno” piccole e grandi imprese sportive seguendo con lo stesso spirito da cronista garbato. Annibale Falaschi infatti aveva un’altra qualità importante, quella di non “tirarsela” mai.
La sua prima passione erano i motori, era di casa su piste come Monza o il Mugello e gli bastava prendere un telefono per trovare interlocutori importanti e spesso notizie esclusive o comunque gustose.
Annibale ha lavorato per una vita all’Ente del Turismo e anche qui si è sempre distinto per il garbo e la competenza: ce lo ricordiamo nel suo ufficio alla Stazione – prima di trasferirsi nella sede in piazza Cavour – dove ogni giorno accoglieva con pazienza visitatori spaesati oppure bisognosi di aiuto.Annibale lascia il figlio Lorenzo e l’amatissima moglie Giancarla.Il rito religioso dei funerali si è svolto nella chiesa di San Jacopo.
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