Gioco
«Michele è stato un esodato, peccato non l’abbia detto»
LIVORNO. «Sono rimasto dispiaciuto dal fatto che Michele, nel corso del suo intervento in tv, non abbia colto l’occasione per ricordare a Renzi e alla platea di Servizio Pubblico la condizione di...
LIVORNO. «Sono rimasto dispiaciuto dal fatto che Michele, nel corso del suo intervento in tv, non abbia colto l’occasione per ricordare a Renzi e alla platea di Servizio Pubblico la condizione di migliaia di italiani che ancora non godono della pensione pur avendone maturato il diritto. In fondo anche lui, fino a pochi mesi fa, era un esodato».
È questo il pensiero di Enzo Cozzolini, rappresentante del comitato livornese dei lavoratori in mobilità.
«Ho conosciuto Carugi durante quelle che un tempo erano le nostre battaglie comuni a Roma», racconta Cozzolini. «Anche lui – rivela – era una vittima della riforma Fornero. Faceva parte del comitato di Milano, ma quando ci riunimmo a Montecitorio notai subito il suo accento livornese. Così cominciammo a fare due chiacchiere: ricordo che di Michele apprezzai la preparazione e l’intelligenza». «Per questo – spiega Cozzolini – sono rimasto deluso quando non gli ho sentito spendere una sola parola per gli esodati. Capisco la brevità delle tempistiche in trasmissione, ma avrebbe potuto fare almeno un accenno su un tema così delicato».
Oggi Enzo si definisce “fortunato”, perché è riuscito ad avere la propria pensione. Ciononostante, è ancora impegnato con il comitato.
«Perché – ricorda – sono sempre migliaia gli esodati non salvaguardati». «A Michele – precisa Cozzolini – non rimprovero certo l’entità della sua pensione. In fondo ha svolto ruoli importanti nel corso della sua vita lavorativa e ha versato ingenti contributi». «Piuttosto – aggiunge – resto perplesso davanti alla scelta della trasmissione di Santoro di dare spazio a chi, pur con ragione, difende 7mila euro di pensione. Di solito in televisione ci va chi non arriva a fine mese, non chi, a conti fatti, è comunque un privilegiato».
«L’intervento di Michele – conclude Cozzolini – resta senz’altro legittimo. Eppure, pensando ai milioni di persone divise tra disoccupati, cassintegrati e esodati, probabilmente io non sarei andato in televisione a parlare dei miei diritti, per quanto sudati e guadagnati. Non so se è una questione di coraggio o di buon senso».
«La mia pensione – conclude Cozzolini – è modesta, si aggira sui 1200 euro mensili, ma visto come stanno andando le cose nel Paese, credo che al posto di Carugi sarei rimasto in silenzio. O magari avrei speso una parola nei confronti di chi sta peggio di me».
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