Il Tirreno

Livorno

LE PROVE

1 la confessione della vittima al medico Quando la mattina del 27 febbraio Claudio Costanzo è arrivato in ospedale era ancora cosciente. Il medico che lo ha visitato gli ha chiesto chi fosse stato....

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1

la confessione

della vittima al medico

Quando la mattina del 27 febbraio Claudio Costanzo è arrivato in ospedale era ancora cosciente. Il medico che lo ha visitato gli ha chiesto chi fosse stato. Lui ha risposto: «Alfredo Andreucci», aggiungendo anche l’indirizzo della ditta dell’imprenditore

2

Il racconto

del testimone

Quando Alfredo Andreucci è uscito dal palazzo centrale, da via Cossa, intorno alle 9,10 affacciata alla finestra del palazzo di fronte c’era una donna che ha raccontato ai carabinieri di aver visto l’imprenditore con l’arma in mano che si allontanava

3

Le macchie di sangue

sul giaccone

Sul giaccone che Alfredo Andreucci indossava la mattina dell’accoltellamento gli esami compiuti nel laboratorio di analisi dei carabinieri hanno rilevato tracce di sangue appartenenti alla vittima

4

i coltelli a casa dell’imputato

Quando i carabinieri si sono presentati a casa di Alfredo Andreucci hanno trovato una collezione di oltre cento coltelli, una passione che l’imprenditore coltiva da anni. Secondo gli accertamenti alcuni di questi sono compatibili con quello usato per uccidere

5

il debito di 10mila euro

con il carpentiere

Il denaro sarebbe il movente del delitto al mercato. Secondo quanto hanno raccontato le figlie agli inquirenti e anche attraverso una conversazione tra la vittima e la nuova compagna, Costanzo avrebbe dovuto avere da Andreucci una cifra intorno ai 10mila euro. Quella mattina i due si erano dati appuntamento proprio per saldare tutto o parte di quel debito ed erano diretti alla filiale di Banca Etruria in via dei Fulgidi

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