Toscana
Fortezza, partono i lavori del ponte
Sarà realizzato da una ditta milanese (costo 184mila euro) mentre la roccaforte passerà nelle mani di Comune e Regione
LIVORNO. A sentire l'assessore Mario Tredici il dado sembrerebbe tratto: è stato aggiudicato il bando di gara per il ponte mobile della Fortezza Vecchia. Ovvero il controverso collegamento grazie al quale livornesi e turisti potranno raggiungere la fortezza medicea direttamente dalla città. E a piedi, come finora non è stato possibile fare. «Ci cammineremo sopra prima della fine del mandato», dice l’assessore. Più precisamente entro aprile, al massimo maggio («non mi impicco su un mese in più o in meno, l'importante è che passo dopo passo si arrivi alle cose»). Insomma, l'importante è finire, come recitava una vecchia canzone...
A “finirlo”, il ponte, sarà la Ingemar, società milanese esperta del settore e operante in tutta Italia, che si è aggiudicata il bando per 184mila euro. «Rispetto al progetto iniziale, che prevedeva due segmenti fissi alle due estremità e un segmento mobile, al centro, con apertura laterale – spiega Tredici – il pontile avrà un segmento mobile centrale che, aprendosi, slitterà sopra uno dei due segmenti fissi».
«Sarà sempre aperto per dare priorità alla navigazione – continua Tredici – e si chiuderà per permettere il passaggio pedonale solo in tempi definiti e segnalati, con un meccanismo automatizzato». Il nuovo progetto consentirà, tra l'altro, di incrementare la luce libera navigabile che sarà di sette metri e mezzo e non di sette, come progettato inizialmente. La Ingemar è stata l'unica ditta a partecipare al bando e ha praticato un ribasso dell'8% per cento (184.503,50 euro più Iva). Siamo nella fase dell’aggiudicazione provvisoria: salvo intoppi i lavori partiranno a breve e dovranno chiudersi entro aprile.
Ma le novità non finiscono qui: entro la fine dell'anno la proprietà della fortezza – che nel frattempo è stata data in gestione all'Autorità Portuale che da qualche mese vi accompagna i turisti in visite guidate – dovrebbe passare dall'Agenzia del Demanio al Comune di Livorno e alla Regione Toscana, con la Camera di Commercio che resterebbe proprietaria della parte ipogea. Quella sotto, per intendersi.
Il passaggio di proprietà, ripete Tredici, è funzionale al processo di valorizzazione della fortezza stessa, che per essere completamente restaurata si stima abbia bisogno di 15-20 milioni di euro, cifra che il Comune da solo non potrebbe mettere sul piatto (da qui l'esigenza di far entrare la Regione nella proprietà).
Fin qui sembrerebbe filare tutto liscio. Ecco però che, complice forse il clima da campagna elettorale, la seduta della settima commissione in cui ieri mattina si è discusso di tutto questo, si anima. Da una parte l'assessore Mario Tredici, i tecnici del Comune e parte del Pd. Dall'altra, compatte, le opposizioni: centrodestra, sinistra, e anche qualche piddino, tutti a sottolineare «l'inefficienza» di un'amministrazione rea di aver «lasciato per anni in stato di abbandono le due fortezze labroniche, salvo poi rifare il trucco alla città a pochi mesi dalla scadenza del mandato». Vengono trasversalmente votati quattro documenti: due per le fortezze, in cui si sollecita l'affidamento delle stesse al Comune e un'azione concreta dell'amministrazione per la loro riapertura. Uno per approfondire la conoscenza del Piano Strutturale e del Prg del porto anche in relazione al destino della Fortezza Vecchia e l'ultimo per la riqualificazione del Forte San Pietro. Ma questa è un'altra storia.
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